Narcotraffico nel Vibonese: fissato l’appello per l’operazione “Maestrale 3”
Si sposta nelle aule della Corte d’Appello di Catanzaro il processo nato dalla maxi-inchiesta “Maestrale 3”, l’operazione della Dda che ha smantellato un vasto traffico di stupefacenti gestito dai clan del Vibonese. Il Presidente della Terza Sezione Penale ha emesso il decreto di citazione a giudizio per il prossimo 24 giugno 2026, data in cui i giudici di secondo grado saranno chiamati a riconsiderare le pesanti condanne e le assoluzioni pronunciate in primo grado dal Tribunale di Catanzaro il 9 luglio 2025.
Il bilancio del primo grado
Il verdetto di primo grado aveva delineato un quadro di colpevolezza significativo, pur con alcune riduzioni rispetto alle richieste iniziali della Procura, in particolare grazie all’esclusione dell’aggravante mafiosa (art. 416 bis.1 c.p.) per quasi tutti gli imputati.
La condanna più severa è stata inflitta a Michele Galati (45 anni, di Mileto), condannato a 20 anni di reclusione. Una pena superiore persino alla richiesta dell’accusa (che era di 16 anni e 8 mesi), giustificata dalla mole di reati contestati legati al narcotraffico. Gli altri condannati sono stati: Salvatore Ascone (59 anni, di Limbadi): 5 anni e 8 mesi di reclusione; Emanuele Mancuso (37 anni, di Nicotera): il collaboratore di giustizia ha riportato una condanna a 3 anni e 4 mesi; Armando Galati (71 anni, di Mileto): 2 anni di reclusione; Rocco Ascone (25 anni, di Limbadi): 1 anno e 6 mesi.
Il Tribunale aveva inoltre pronunciato due assoluzioni piene per “non aver commesso il fatto”: sono usciti indenni dal primo grado Francesco Barbieri (37 anni, di San Calogero) e Michele Silvano Mazzeo (54 anni, di Mileto).
Le accuse: un ponte di droga con il Sud America
L’inchiesta “Maestrale 3” ha svelato un’organizzazione complessa capace di inondare il mercato calabrese di cocaina e marijuana, con rotte che partivano direttamente dal Sud America e dall’Albania. Oltre alle sostanze principali, il gruppo avrebbe gestito flussi di eroina e hashish, consolidando il potere economico delle cosche vibonesi nel settore del narcotraffico.
Verso l’udienza
L’udienza d’appello del 24 giugno si terrà presso l’aula “Ferlaino” di Catanzaro. Le difese, rappresentate tra gli altri dagli avvocati Luppino, Caruso, Rotundo e Bagnato, avranno tempo fino a quindici giorni prima dell’udienza per presentare nuovi motivi e memorie, nel tentativo di ribaltare i verdetti che hanno segnato uno dei colpi più duri alla criminalità organizzata dell’area di Mileto e Limbadi.
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