Basilicata

Napoli omaggia Sal Da Vinci, targa e medaglia per il vincitore di Sanremo

NAPOLI (ITALPRESS) – La città di Napoli tributa il suo omaggio al vincitore del Festival di Sanremo, Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal Da Vinci, e agli altri alfieri partenopei che si sono distinti sul palco dell’Ariston: in una cerimonia presieduta dal sindaco Gaetano Manfredi, viene consegnata una targa con la medaglia della città al nuovo re della musica italiana che, “con bravura, capacità e professionalità – si legge sull’incisione – ha onorato l’enorme patrimonio della autentica tradizione musicale napoletana, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Ha raccolto e proseguito, con passione e dedizione, l’eredità artistica di Mario Da Vinci, indimenticabile voce della nostra terra. Napoli, Città della Musica è riconoscente a Sal Da Vinci e ne celebra, con orgoglio, l’estro ed il talento artistico”. “Io devo ringraziare la mia terra – dice l’artista trionfatore all’Ariston con il brano ‘Per sempre sì’ – perché se sono così è grazie alla mia terra che mi ha sempre sostenuto e accompagnato. Sono molto lusingato – confessa Da Vinci – e non so se merito questo grande riconoscimento, ma quel premio ricevuto, o meglio la vittoria, non è la mia: io sono stato solamente un trasmettitore, è la vittoria di tutte quelle persone che nella vita, nonostante le avversità e le problematiche che si presentano lotta per realizzare il sogno. Il mio premio, come questo riconoscimento (la targa con la medaglia di Napoli ndr), profuma di sogni realizzati. Lo dedico a tutti, nessuno escluso: non esistono gli esseri umani di Serie A e di Serie B, esistono gli essere umani”.

“Quest’anno possiamo dire che abbiamo vinto lo scudetto della musica” dice il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi accompagnato nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino dall’assessora al Turismo, Teresa Armato, dal consigliere per l’industria musicale, Ferdinando Tozzi e dalla presidente del Consiglio comunale, Enza Amato. “Ci tenevamo molto – spiega l’inquilino di Palazzo San Giacomo – a festeggiare questa vittoria, come abbiamo fatto con Geolier quando è stato secondo, immeritatamente dal nostro punto di vista, perché ogni artista che va a Sanremo e ha un grande successo nazionale e internazionale porta con sé un pezzo della città e questo riconoscimento è anche un ringraziamento di tutta la città a questi nostri grandi artisti”. E tra gli altri big in gara a Sanremo figuravano anche Luchè, Samurai Jay, Lda e Aka 7even. Pure per loro era pronto un riconoscimento che sarebbe stato consegnato sempre dal sindaco, ma a causa di concomitanti impegni lavorativi nessuno dei quattro ha potuto presenziare alla cerimonia.

C’era invece Mazzariello, giovane cantante campano che si è affermato al Festival tra le nuove proposte vincendo la decima edizione del Premio Enzo Jannacci. “A Sanremo – racconta l’artista nato a Scafati e cresciuto a Siano (Salerno) – è stato incredibile, c’è sempre un sacco d’ansia in giro, ma io mi sono divertito veramente tantissimo. Abbiamo fatto qualcosa di molto fortunato, molto bello, specialmente per i tempi che corrono e quindi io sono contentissimo e ancora non ci credo: guardo il video e dico ‘ma quello sono io, è incredibile’. Oggi – conclude il musicista 24enne – sono onoratissimo per questo riconoscimento che arriva dalla città in cui affondano le radici della mia musica”. Tra gli altri premiati anche Enzo Campagnoli, Adriano Pennino e Checco D’Alessio, i maestri napoletani inseriti tra i direttori d’orchestra in quest’ultima edizione di Sanremo. “Ricevere questo riconoscimento mi riempie d’orgoglio” spiega Campagnoli che è arrivato al suo ventesimo Festival. “Un Festival particolare – spiega – che ho dedicato a Vessicchio con il quale ho lavorato 37 anni gomito a gomito e quindi per me ha un sapore più importante essere qui perché lo sento vicino a me, vicino a noi, e a tutti i miei colleghi”.

Anche Adriano Pennino ricorda il compianto maestro Peppe Vessicchio, scomparso lo scorso mese di novembre. “Ho sofferto tanto – ammette Pennino -. Io e Peppe siamo nati insieme, siamo stati amici, abbiamo fatto dei passi importanti insieme in quel momento della vita in cui uno cambia marcia. Abbiamo fatto insieme i dischi di Gino Paoli e poi siamo rimasti sempre in contatto, consci di aver fatto tanta bella musica insieme. Poi la sorte ha deciso cosìà Cosa ci ha lasciato? L’educazione, il garbo, la dolcezza che oggi non se ne trova tanta tra i maestri, così aggressivi. Peppe era il maestro del garbo e della raffinatezza e devo dire che non ne vedo tanti in giro”. Infine il maestro D’Alessio, nipote di Gigi e quindi cugino di Luca, in arte Lda, che ha accompagnato a Sanremo nel suo tandem con Aka 7Even, pone l’accento sul “momento straordinario non solo per la musica a Napoli”. “E’ veramente una grande rinascita per il popolo partenopeo che a mio avviso merita tutto questo. Quest’anno a Sanremo è stata un’emozione grandissima, c’è stata tanta Napoli e – chiosa D’Alessio – abbiamo fatto una grandissima figura”.

– foto xc9/Italpress –

(ITALPRESS).


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »