My New Band Believe – My New Band Believe
Ha già la sua piccola mistica “My New Band Believe” disco omonimo del gruppo di Cameron Picton, ex black midi (prima di lui l’esordio solista di Geordie Greep, “The New Sound“).

Pare infatti che proprio durante l’ultimo tour asiatico della band, dopo un’intossicazione alimentare particolarmente virulenta, Picton abbia ideato il nome del suo nuovo ambizioso progetto musicale. Ispirato dai libri di Gary Indiana e Dennis Cooper, “My New Band Believe” non ha avuto in realtà una gestazione così lineare.
Picton nel 2024 ha aperto alcuni concerti dei Black Country, New Road vendendo mixtape di sue composizioni ambient pop, poi una possibile collaborazione con i caroline non andata a buon fine. Questo disco è figlio dei quel periodo di incertezza e sperimentazione, prodotto dallo stesso Picton, da Mike O’Malley e Jasper Llewellyn.
Una quarantina i musicisti coinvolti a vario titolo: George Johnson al sax, Kiran Leonard, Caius Williams, Steve Noble, Andrew Cheetham, Charlie Wayne dei Black Country, New Road, Josh Finerty degli shame, e diversi membri dei caroline arruolati in sessioni prenotate all’ultimo minuto per ripartire da zero, fare tabula rasa su una base prettamente acustica.
Un ritorno alla chitarra, su cui il giovane Cameron ha imparato a suonare, o meglio alle chitarre con overdub, accordi e parti sovrapposte in un peculiare alternarsi di semplicità e complessità. Frequente l’uso degli archi fin da “Target Practice” ma c’è poco di convenzionale basta ascoltare il brusco finale o i dinamici cambi di ritmo di “In the Blink of an Eye” o le melodie tra alt pop e folk di “Heart of Darkness” brano – matrioska che cambia stile, forma e contenuto nei suoi otto minuti abbondanti.
Un disco avventuroso ma un po’ troppo frammentario “My New Band Believe” tra armonie malinconiche (“Love Story”) e morbida psichedelia (“Pearls”) all’insegna della creatività più imprevedibile e raramente scontata come dimostra il passaggio dalla riflessiva “Opposite Teacher” all’arrangiamento vario e complesso di “Actress“ al folk di “One Night”. Picton esprime pienamente se stesso, peccato per l’assenza di “Numerology” ad oggi uno dei suoi brani migliori.
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