Cultura

My Heart Is A Room With No Cameras In It: Dolci graffi rock :: Le Recensioni di OndaRock

Sembra quasi strattonato a metà da forze centrifughe e centripete, questo disco di Julian McCamman, il nome dietro al progetto Victoryland. Un po’ disco collettivo, un po’ prodotto individuale; idiosincratico e graffiante, ma anche romantico e spirituale.
Sicuramente “Fits” riprende un po’ tutte queste anime, col suo affastellarsi di strumenti e controcanti che potrebbero essere frutto dell’aggiungersi progressivo di membri della band quanto di un uso orchestrato di una loop machine, in cui ossessione e disperazione si riflettono in lampi di luce e speranza (“No Cameras”).

La collaborazione tra i membri della band sembra quasi improvvisata, come nell’iniziale “Here I Stand”, che ricorda un po’ i Dodos di “Visiter” e il loro spirito giocoso, le percussioni isteriche. C’è sicuramente una forza espressiva, nelle canzoni di “My Heart Is A Room…”, effettivamente non distante da quella di uno Spencer Krug, ma senza declamazioni e spinte barocche, o dal graffio acido dei Modest Mouse (“Keep Me Around”, “I Got God”).
Anzi, il disco si apre anche improvvisamente a scorci di dolcezza indifesa (“I’ll Show You Mine”, “Blur”) che mostrano tutto l’eclettismo di scrittura di McCamman.

Qualcuno invocherà già il revival anni 2000 per questo disco, effettivamente reminiscente in certe scelte stilistiche (l’andamento idiosincratico e vagamente revivalista di “You Were Solved”), ma l’impronta artistica del progetto rimane comunque l’aspetto più caratterizzante, soprattutto nelle interpretazioni vocali.

23/03/2026




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