Musica d’avanguardia, performance audio-visual e incontri culturali: Dancity sbarca a Perugia
di Danilo Nardoni
Ancora in esilio da Foligno, e con l’auspicio di tornarci per il ventennale del prossimo anno, il Dancity prosegue il suo percorso approdando per la prima volta a Perugia con due giorni di musica d’avanguardia, performance audio-visual e incontri culturali. Domenica 7 e lunedì 8 dicembre 2025, presso lo splendido Auditorium S. Francesco di Perugia, prenderà forma la ventiduesima edizione del Dancity Festival, festival internazionale di cultura e musica elettronica di base in Umbria dal 2006.
Dentro le mura secolari dell’Auditorium San Francesco al Prato, un tempo luogo di meditazione francescana, oggi spazio rinato per l’arte contemporanea, il suono prende corpo. L’acustica naturale, limpida e verticale, trasforma ogni gesto sonoro in esperienza fisica: prime italiane, performance A/V, live ser trovano qui un ecosistema ideale, in cui storia e sperimentazione convivono nello stesso respiro. Novità di questa edizione è che quindi Dancity si sposta a Perugia, cuore culturale della regione e città dal prestigioso patrimonio storico-artistico. Una scelta simbolica e strategica che, a un anno dal ventennale del festival, testimonia la volontà dell’Associazione Culturale Dancity di aprirsi sempre di più ad un pubblico internazionale e di intrecciare i linguaggi della contemporaneità con i luoghi più rappresentativi dell’Umbria. Il Dancity Festival, che nel 2026 celebrerà i suoi 20 anni di attività, vede in Perugia il palcoscenico ideale per raccontare la propria storia e proiettarsi verso il futuro: una città che da sempre ospita grandi manifestazioni artistiche e musicali, pronta ad accogliere anche l’avanguardia elettronica come parte integrante del suo tessuto culturale.
La prima giornata del Festival si apre nel pomeriggio, come un varco graduale verso territori di percezione espansa. Crõmic dà avvio al viaggio con un live che esplora zone liminali tra gesto sonoro e narrazione atmosferica. Il passaggio è raccolto da Marco Ragni, che riconfigura il ritmo con un linguaggio asciutto e sottopelle, preparando il terreno all’apparizione di Mohammad Reza Mortazavi, maestro del tombak capace di frantumare e ricomporre la pulsazione in un flusso ipnotico e fisico, dove tradizione e avanguardia convivono in tensione continua. La traiettoria prende poi una forma più scura e distorta con Manifesto Disappunto, che porta nel Winter un immaginario abrasivo, teatrale, quasi post-industriale. Da qui il Festival si apre alle densità emotive del live di AFM, un set che lavora sulla soglia tra ambient, pulsazione e profondità sensoriale. Il cuore del Day 1 è il nuovo A/V live di Alessandro Cortini, autore tra i più influenti dell’elettronica mondiale: un viaggio profondo tra intimità e vertigine, un flusso di luce e suono che attraversa memoria, intensità e stratificazione emotiva. Membro stabile dei Nine Inch Nails e tra i compositori e sound designer più rappresentativi della scena elettronica internazionale, nei suoi lavori, noti per l’equilibrio tra calore analogico e malinconia digitale, Cortini trasforma il suono in materia visiva. Oltre alla lunga collaborazione con Trent Reznor, ha recentemente firmato la colonna sonora della miniserie Netflix “Il mostro”, confermando la sua capacità di tradurre in suono la complessità psicologica e il buio emotivo della narrazione contemporanea. La notte si chiude con Lenny Mailleau, che restituisce al club la sua funzione originaria: un luogo dove il movimento diventa linguaggio condiviso.
Il secondo giorno si apre con la delicatezza luminosa di Bluemarina, che costruisce un paesaggio sospeso fatto di contrasti, micro-gesti sonori e orizzonti malinconici. È il preludio perfetto alla prima assoluta del b2b tra Donato Dozzy e Hugo Sanchez, un incontro atteso da anni e per la prima volta realtà: due alfabeti complementari che dialogano tra ipnosi techno, profondità dub, intuizioni improvvise e movimento circolare. Una conversazione tra due menti affini che, da prospettive diverse, hanno ridefinito il modo di intendere la club culture: profonda, sensoriale, intrisa di ritualità e di ascolto condiviso. Da lì il festival vira verso un’altra dimensione con il live audio-visual di Thighpaulsandra, figura cardine della sperimentazione britannica, tra le più radicali dell’avanguardia britannica: storico collaboratore dei Coil e parte integrante dell’universo Spiritualized, capace di trasformare l’elettronica in un teatro visionario fatto di eccesso controllato, tensione mistica e improvvisi momenti di grazia. A chiudere il Dancity Winter 2025 “Sleep Technique” , il progetto audiovisivo di Demetrio Castellucci e Massimo Pupillo, in cui corpo, luce e suono si intrecciano in un rito conclusivo che non chiude, ma trasforma.
Come da tradizione, il Dancity Festival non è soltanto un evento musicale, ma un laboratorio di immaginazione collettiva in cui arte, suono e spazio si intrecciano per generare esperienze inedite. Un luogo dal valore artistico e simbolico come l’Auditorium San Francesco al Prato diventa così il terreno ideale perché questo processo possa accadere. La scelta di Perugia come nuova sede non è solo logistica, ma simbolica: una città storica che accoglie l’innovazione, aprendo i suoi luoghi più suggestivi alla musica del presente e del futuro.
I biglietti sono disponibili sulle più importanti piattaforme di ticketing DICE, XCEED, Resident Advisor, Ticket Italia, TicketOne e acquistabili anche con le Carte Cultura, il tutto a portata di un unico clic: dancityfestival.it/tickets.
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