Multe, ecco il registro a cui iscriversi per evitare (almeno) le spese di spedizione

Liguria.La multa pari a poco meno di 30 euro, le spese per la sua spedizione a casa del multato di ben 20 euro. Peccato, però, che quella multa sarebbe dovuta essere recapitata via Pec, senza costi a suo carico. E così l’automobilista che, nei giorni scorsi, si è visto richiedere il pagamento delle spese di notifica di una multa per eccesso di velocità comminata per aver superato i limiti sulla provinciale del Colle di Cadibona si è rivolto direttamente alla Provincia di Savona chiedendo il rimborso di quanto versato.
La richiesta di rimborso delle spese di notifica non è dovuta all’idea che la multa sia stata comminata ingiustamente (secondo l’autovelox, la sua auto viaggiava due chilometri oltre la velocità massima consentita) quanto dal fatto che l’automobilista in questione è iscritto all’Indice Nazionale dei Domicili Digitali, un database su cui le Pubbliche Amministrazioni possono trovare gli indirizzi di posta elettronica dei cittadini iscritti, indirizzi a cui inviare le comunicazioni ufficiali e atti evitando di inviarle in formato fisico, con tutte le conseguenze (specie in termini di costi) che questo comporta.
Spiega l’automobilista: “Ai sensi della normativa vigente, la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di consultare il registro Inad di procedere alla notifica dei verbali tramite Pec, proprio al fine di snellire le procedure ed evitare ai cittadini l’inutile e gravoso addebito delle spese postali e di stampa (che nel mio caso ammontano addirittura al 68% dell’importo della sanzione). Il ricorso alla raccomandata cartacea con addebito dei costi a carico del cittadino, in presenza di un domicilio digitale attivo, rappresenta una violazione delle direttive sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e genera un ingiustificato aggravio economico”. Alla luce di ciò, il guidatore ha chiesto il rimborso di quanto chiesto per la notifica della multa e invita Provincia “ad adeguare i sistemi informatici per la consultazione dell’Inad prima dell’emissione dei ruoli di notifica, al fine di evitare ulteriori illegittimi addebiti ai danni della cittadinanza”.
Dal canto suo, Provincia si dice pronta a rimborsare all’utente le spese postali richieste, che non erano dovute e precisa che la consultazione del registro e la notifica a mezzo Pec costituiscono procedura standard seguita sistematicamente. In questo caso, una disattenzione o un’altra problematica hanno generato la richiesta impropria.
Al di là della vicenda in oggetto, che per fortuna è destinata a risolversi positivamente, quanti cittadini (specialmente savonesi) sono a conoscenza dell’esistenza di questo database? Probabilmente non tantissimi, visto che in tutta Italia, secondo i dati pubblicati sullo stesso portale Inad, i cittadini domiciliati sono poco più di 2,7 milioni, i professionisti poco oltre i 18 mila e gli Enti solo poco più di 1.200.
L’Indice Nazionale dei Domicili Digitali (Inad) è una banca dati pubblica italiana gestita dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) che contiene gli indirizzi di domicilio digitale scelti da cittadini, professionisti e altri enti non iscritti in albi o registri ufficiali. Il sistema è stato reso operativo e consultabile dal 6 luglio 2023, semplificando la digitalizzazione delle comunicazioni tra cittadini e pubbliche amministrazioni. In pratica, il domicilio digitale è un indirizzo elettronico, di solito una Pec, che viene eletto da una persona o un ente come canale ufficiale per ricevere comunicazioni dalla Pubblica Amministrazione con valore legale.
Il suo funzionamento è semplice. L’Inad permette di registrare e conservare questi indirizzi digitali in un elenco centralizzato. Quando una Pubblica Amministrazione deve inviare un atto o una comunicazione ufficiale, può consultare l’indice e recapitarla direttamente alla Pec o altro indirizzo elettronico valido registrato.
In sostanza, l’Inad è lo strumento che consente a cittadini e altri soggetti di ricevere ufficialmente per via digitale le comunicazioni legali dalla Pubblica Amministrazione, rendendo più rapido, economico e tracciabile lo scambio di informazioni rispetto alla posta tradizionale. A patto di iscriversi o, da parte di chi invia le comunicazioni, ricordarsi di consultarlo.




