Mps, in vista l’aumento del compenso per i manager. Assemblea voterà 830mila euro annui per Maione
Dopo l’aggregazione con Mediobanca, e la conseguente aumentata complessità del gruppo bancario, Banca Monte dei Paschi ha in programma l’adeguamento del compenso per gli amministratori e per il presidente, Nicola Maione.
Nella prossima assemblea del 15 aprile, come si legge dalla documentazione ad essa relativa, messa a disposizione del pubblico ieri sera, i soci saranno infatti chiamati a votare tale aggiornamento, che per gli amministratori salirà dai 65mila ai 120 mila euro. Il compenso del presidente Maione passerà invece dai 110mila euro precedenti agli 830mila euro annui. Un valore, quest’ultimo, definito in linea con i compensi che Intesa Sanpaolo e Unicredit riconoscono ai rispettivi presidenti, Gian Maria Gros-Pietro e Pier Carlo Padoan.
La motivazione dell’adeguamento
Il compenso di Maione in questi anni era nettamente al di sotto di quello dei colleghi che amministrano banche di pari dimensioni – si fa sapere dall’istituto – anche per la “frugalita delle remunerazioni senesi imposta dagli impegni presi con Bruxelles dal governo italiano per avere il via libera all’aiuto di stato”. Maione è anche presidente di Axa Mps Assicurazioni Vita e Axa Mps Assicurazioni Danni.


Dalla documentazione emerge anche la proposta di nominare due vicepresidenti (attualmente ce n’è uno solo). Dai curricula dei consiglieri anche una curiosità: il cacciatore di teste incaricato dalla banca non è riuscito a trovare un solo candidato toscano su venti.
Nella nota diffusa ieri sera, la banca ha ribadito la trasparenza della procedura svolta alla quale, su richiesta della vigilanza, ha partecipato anche il collegio sindacale.
I tre candidati Ceo
Il tutto è arrivato dopo le indiscrezioni di stampa sui contenuto di una lettera inviata dalla Bce a Rocca Salimbeni, proprio il giorno della decisione finale sulla lista corta, nella quale Francoforte pone decisi paletti, tra l’altro sulle competenze necessarie alla prossima guida operativa, il Ceo, dell’istituto, che sarà scelta da tutti i soci in una rosa che comprende (in ordine alfabetico) Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi.


Dal documento emerge che oltre all’ingaggio i cinque soci rilevanti della banca (Anima, Bpm, Caltagirone, Delfin, Mef), il presidente Maione ha consultato anche altri soci minori che ne hanno fatto richiesta: Blackrock, Lazard, Eurizon, Rothshild e Ggg spa, la società dell’imprenditore Giorgio Girondi che l’anno scorso aveva partecipato all’assemblea di bilancio con oltre il 2% del capitale della banca e a febbraio scorso, nell’assemblea straordinaria per lo statuto con il capitale aumentato post ops Mediobanca, era sceso a poco più dell’1% del capitale di Rocca Salimbeni.
Rumors di stampa indicano Girondi interessato a presentare una lista di minoranza per il cda (il limite per presentarla è lo 0,5% del capitale).
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