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MotoGP pneumaticì Michelin, Taramasso replica a Martin


Piero Taramasso, responsabile racing del gommista francese, risponde allo spagnolo della Pramac: “Pneumatico mai usato né riscaldato prima”. Il gran duello Bagnaia-Martin, però merita un epilogo senza ombre

Massimo Brizzi

– Milano

Non sono tutte solo rotonde e nere. Le gomme sono il fattore che sta maggiormente incidendo sul finale di stagione della MotoGP. Prima il capitolo della pressione minima da rispettare, imposta dal GP di Silverstone di quest’anno per ragioni di sicurezza, con corollario di sanzioni progressive (warning alla prima infrazione, poi 3″ in più sul tempo di gara alla seconda, 6″ alla terza, 12″ alla quarta) e ammonizioni che hanno colpito, sia Jorge Martin in Thailandia, sia Pecco Bagnaia, in Malesia, poi il loro rendimento imprevedibile: i pneumatici restano nel mirino. Ne sanno qualcosa i due contendenti per il titolo, che si deciderà a Valencia, dove Bagnaia arriva con 21 punti di vantaggio su Martin, entrambi in difficoltà con le gomme nell’ultimo appuntamento in Qatar.  

la fatica di bagnaia nella sprint

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Ha iniziato Bagnaia al sabato, nella Sprint vinta da Martin e chiusa da Pecco al 5° posto con un deficit di velocità evidente: “In mattinata con le gomme usate e scaldate ero più veloce che in gara – le parole di Pecco -: può succedere, ma è successo nel momento sbagliato. Abbiamo buttato 7 punti, non perché siamo lenti, ma per altri problemi e quindi mi girano…”. Le parole di Bagnaia dopo la Sprint del sabato fanno scopa con quelle di Martin dopo il GP, con lo spagnolo che è andato giù ancora più duramente con la Michelin dopo il suo 10° posto, parlando di vergogna.  

la rabbia di martin dopo il gp

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“Nel giro si riscaldamento non ho avvertito problemi, ma già in partenza sono stato l’unico a derapare e non avevo ritmo: come se avessi una gomma con 30 giri alle spalle – l’affondo dello spagnolo della Ducati Pramac dopo il GP -. So che a Bagnaia è già successo, ma per me è la prima volta: nella Sprint tenevo il passo di 1’53” mentre in gara giravo un secondo più lento. È un peccato che il campionato si decida così, con un problema ai pneumatici: non penso sia stato fatto apposta e credo nella loro buona fede, ma è una vergogna che dopo un anno di lavoro il campionato sia assegnato così, a prescindere da chi possa vincere”. Analizzando i tempi di Martin fra la Sprint e il GP, balza agli occhi un dato: a parità di mescola, nella Sprint lo spagnolo ha girato per 10 giri su 11 sull’1’53”, mentre nel GP soli in 4 dei 22 giri è riuscito a scendere sotto l’1’54. Davvero un’involuzione di rendimento notevole. Per fare un raffronto, Di Giannantonio, vincitore del GP, ha girato sull’1’53 per 19 dei 22 giri. 

la replica michelin

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L’affondo di Martin lascia lo sgradevole retrogusto del dubbio su un campionato avvincente, che dovrebbe essere deciso in pista da velocità, agonismo, duelli e sorpassi. Bagnaia e Martin, i due meritevolissimi interpreti di questa stagione spettacolare, sono i primi a volerlo. Come lo desiderano appassionati e addetti ai lavori. In questa MotoGP, però, la componente gomme, per prestazione e rendimento, è sempre più preponderante. È un fattore del gioco che conoscono tutti, ma non stabile nella sua gestione e di cui i piloti si lamentano. Che poi i problemi si verifichino nella fase calda del Mondiale fa solo ingigantire i confini della tematica, con una patina di ombra di cui si farebbe a mano. La replica della Michelin è arrivata puntuale dopo il GP di Losail, per bocca di Piero Taramasso, responsabile del racing del gommista francese: “La maggior parte dei piloti ha scelto la doppia mescola hard, nel fine settimana del Qatar sono stati battuti dei primati e il record sul giro è stato battuto nell’ultimo giro del GP a dimostrazione della prestazione costante dei pneumatici Michelin. Riguardo alle dichiarazioni di Jorge Martin stiamo ancora analizzando i dati: quello che possiamo dire è che il suo pneumatico è arrivato qui subito dopo essere stato prodotto e che non è stato utilizzato o riscaldato in nessun’altra occasione prima di essere utilizzato per la gara”.

coda sgradevole

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In attesa dei riscontri in fabbrica, in caso di malfunzionamenti o presunte irregolarità il pneumatico viene sempre analizzato, resta un danno di immagine che paga tutto il movimento. La buona fede resta, il rendimento di una moto dipende molto anche dall’interazione fra motore, elettronica e pneumatici con un ampio ventaglio di settaggi e regolazioni che incidono sulla prestazione, ma un Mondiale così avvincente andrebbe deciso da carenate e staccate dei due principali protagonisti, senza altri fattori. Come sottolineato da Giacomo Agostini, Bagnaia e Martin nel week end del Qatar non sono “riusciti a guidare come sono capaci, perché le gomme non erano performanti”. Ecco il vero rammarico: un Mondiale avvincente, deciso in volata, ma con una coda sgradevole. 




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