Veneto

Mostro di Firenze, Giancarlo Lotti indagato per l’omicidio di una prostituta nel 1983

Un nuovo elemento emerge nelle indagini storiche legate al cosiddetto Mostro di Firenze e apre una possibile connessione con una serie di omicidi rimasti irrisolti. Giancarlo Lotti, figura centrale nelle inchieste degli anni Novanta come collaboratore di giustizia e indicato come “compagno di merende” di Pietro Pacciani e Mario Vanni, risulta essere stato indagato per l’omicidio di Clelia Cuscito, prostituta di 37 anni trovata senza vita nella propria abitazione a Firenze il 14 dicembre 1983.

L’indagine, condotta all’epoca dal pubblico ministero Paolo Canessa, non era mai stata resa nota pubblicamente fino ad oggi. La scoperta arriva a seguito di un recente esposto che ha portato all’attenzione degli inquirenti nuovi elementi su alcuni cold case fiorentini, suggerendo una rilettura complessiva di fatti avvenuti tra l’inizio degli anni Ottanta e la metà del decennio.

L’omicidio di Clelia Cuscito si inserisce in una sequenza di quattro femminicidi di donne avvenuti a Firenze tra il 1982 e il 1984, tutti rimasti senza un responsabile individuato in via definitiva. Nel corso dei decenni, queste vicende sono state oggetto di più riaperture investigative, senza però giungere a risultati conclusivi. L’emersione del nome di Lotti in uno di questi casi introduce ora l’ipotesi di una possibile contiguità tra la serie di omicidi delle prostitute e i delitti delle coppiette attribuiti al Mostro di Firenze.

Dal punto di vista cronologico, l’omicidio del dicembre 1983 si colloca nel pieno della stagione criminale che sconvolse la Toscana, mentre Lotti non era ancora emerso come figura chiave nelle indagini sul Mostro, ruolo che avrebbe assunto anni dopo con le sue dichiarazioni. Questo dato temporale rafforza l’interesse investigativo sulla possibile sovrapposizione di contesti, ambienti e responsabilità.

Gli elementi ora riuniti non modificano le verità giudiziarie consolidate, ma offrono nuovi spunti per approfondire legami finora rimasti sullo sfondo. Le autorità competenti valutano se tali informazioni possano giustificare ulteriori accertamenti su una delle pagine più oscure della cronaca italiana.


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