Mosters & Co. 3: Pixar annuncia il terzo capitolo della saga (e ha in serbo altre sorprese per il pubblico)
La casa di produzione più amata del cinema d’animazione ha svelato una manciata di progetti che ridefiniscono il suo futuro creativo. Mentre Hoppers debutta nelle sale con proiezioni da 35-40 milioni di dollari nel weekend di apertura, Pixar ha confermato lo sviluppo di Monsters & Co. 3, il terzo capitolo di uno dei franchise più redditizi nella storia dello studio. L’annuncio arriva attraverso un’ampia inchiesta del Wall Street Journal che ha esplorato le dinamiche interne della compagnia, rivelando una strategia che bilancia il ritorno ai grandi classici con scommesse creative audaci.
Il franchise di Monsters & Co. ha una storia di successi commerciali impressionanti. Il film originale del 2001, diretto dall’attuale direttore creativo Pete Docter, incassò 528,7 milioni di dollari a livello globale, conquistando il pubblico con la storia di Sulley e Mike Wazowski, mostri incaricati di spaventare i bambini per alimentare energeticamente la loro città. La premessa ingegnosa, unita a personaggi memorabili doppiati da John Goodman e Billy Crystal, trasformò il film in un fenomeno culturale. Il prequel Monsters University, uscito nel 2013 sotto la regia di Dan Scanlon, superò l’originale con un bottino mondiale di 743,5 milioni di dollari, dimostrando la capacità del marchio di rigenerarsi. Il successo si è esteso anche al piccolo schermo con la serie Monsters at Work, andata in onda per due stagioni.
Al momento non sono stati rivelati dettagli sulla trama di Monsters & Co. 3, né è stato annunciato chi siederà sulla sedia di regista. Rimane anche un mistero dove si collocherà cronologicamente la storia: un sequel diretto, un altro prequel o magari una narrazione parallela. Questa mancanza di informazioni alimenta naturalmente la speculazione tra i fan, che da anni chiedono un ritorno nel mondo di Mostropoli.
Accanto al ritorno dei mostri più simpatici del cinema, Pixar sta costruendo un portafoglio ambizioso di sequel. A giugno debutterà Toy Story 5, che vedrà Buzz Lightyear e un Woody stempiato affrontare la minaccia di un tablet intelligente, una metafora contemporanea sul rapporto tra giocattoli tradizionali e tecnologia digitale. Nel 2028 arriverà Gli Incredibili 3, diretto da Peter Sohn, il regista di Elemental, mentre un secondo capitolo di Coco è atteso per il 2029, portando nuovamente sullo schermo la celebrazione della cultura messicana e del Día de los Muertos che tanto ha commosso il pubblico globale.
Ma l’aspetto più intrigante della roadmap di Pixar risiede nei progetti originali. Ono Ghost Market, inizialmente concepito come serie per il servizio streaming Disney Plus, è stato ripensato come lungometraggio cinematografico. Il progetto trae ispirazione dai miti asiatici sui bazar soprannaturali dove vivi e morti si incontrano per commerciare, un terreno narrativo ricco di possibilità visive e tematiche. L’ambientazione promette di esplorare tradizioni e folklore raramente rappresentati nel cinema d’animazione occidentale mainstream, continuando l’impegno di Pixar verso narrazioni culturalmente specifiche iniziato con film come Coco e Turning Red.
Proprio Turning Red porta la firma di Domee Shi, la regista che ora sta sviluppando il primo musical della storia di Pixar. In quasi tre decenni di produzione, lo studio ha sempre evitato il formato musical tradizionale, preferendo colonne sonore orchestrali o canzoni integrate organicamente nella narrazione. Questo nuovo progetto rappresenta quindi una svolta significativa, un territorio inesplorato che potrebbe ridefinire l’identità sonora dello studio. Considerando la sensibilità culturale dimostrata da Shi in Turning Red, c’è grande curiosità su quale contesto e quali tematiche verranno esplorate attraverso il linguaggio della canzone.
Nel 2027 arriverà anche Gatto, un film originale ambientato a Venezia che segue le avventure di un felino ladro tra i canali e i palazzi della Serenissima. Il progetto dimostra la volontà di Pixar di continuare a creare mondi nuovi, anche mentre cavalca l’onda dei sequel garantiti al botteghino.
Questa doppia strategia tra franchise consolidati e sperimentazione creativa riflette le pressioni economiche che l’industria dell’animazione sta affrontando. I sequel offrono sicurezza finanziaria e riconoscibilità immediata del marchio, mentre i film originali mantengono viva la reputazione di innovazione che ha reso Pixar un nome sinonimo di qualità. Il rischio è sempre quello di sbilanciarsi troppo da una parte: troppi sequel possono soffocare la creatività, troppi esperimenti possono alienare il pubblico fedele.
L’annuncio di Monsters & Co. 3 arriva in un momento particolare per lo studio, che dopo aver attraversato anni di produzione diretta per Disney Plus sta tornando a concentrarsi sulla distribuzione cinematografica. Hoppers, con i suoi 3,2 milioni di dollari raccolti nelle anteprime, rappresenta un test importante per verificare se il pubblico è ancora disposto a riempire le sale per l’animazione Pixar dopo che molti titoli recenti sono stati indirizzati direttamente allo streaming.
I prossimi anni diranno se questa strategia ibrida tra nostalgia e innovazione pagherà, ma una cosa è certa: Pixar sta scommettendo sul fatto che il pubblico globale abbia ancora fame di storie ben raccontate, che vengano da Mostropoli, da un mercato fantasma asiatico o da una Venezia popolata da gatti ladri. E in fondo, non è proprio questa la magia che ha sempre contraddistinto lo studio fin dai tempi di Toy Story.
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