Morto per schiacciamento”, “Non ci sono elementi

Ad autopsia terminata emergono versioni discordanti sulla morte di Abderrahim Fakir. La risposta definitiva dovrà arrivare entro 90 giorni. Ma fuori dall’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove è stato eseguito l’esame durato sei ore, si rincorrono le interpretazioni dei consulenti riguardo alle cause del decesso avvenuto il 19 luglio mentre il 42enne veniva immobilizzato da due poliziotti. Sul caso indaga la procura di Bologna, che ha iscritto nel registro 45-bis con l’ipotesi di omicidio colposo i due agenti e i quattro volontari della Croce Rossa che hanno assistito alla scena.
Dall’autopsia emergerebbe la presenza di sangue all’interno dei polmoni dell’uomo, probabilmente riconducibile a un’emorragia nelle vie respiratorie, oltre a tracce di schiacciamento dei polmoni stessi. Su questo primo – e finora unico – elemento si scatena il dibattito delle parti.
“I risultati dell’autopsia parlano chiaro. Asfissia posturale traumatica violenta con segni di infiltrazione emorragica sul dorso. Polmoni pieni di sangue. Questo è ciò che emerso durante le prime operazioni peritali autoptiche. Credo che sia sufficiente. Tutto questo è lecito, è legittimo, è adeguato? Io penso di no” ha dichiarato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir, che si è affidato al medico legale Vittorio Fineschi. Tradotto: per Anselmo l’esame autoptico confermerebbe l’esito della tac eseguita il giorno prima sulla salma di Fakir da cui, secondo indiscrezioni non confermate, emergerebbe che l’uomo sia morto per la compromissione delle vie respiratorie cause dal fatto che il suo torace è rimasto schiacciato sull’asfalto per cinque minuti durante le manovre di immobilizzazione dei due agenti.
Più cauto Benedetto Vergari, consulente di parte degli operatori sanitari: “È stato un esame molto complesso e particolareggiato, ma al momento non voglio dire nulla anche per rispetto”, ha dichiarato all’uscita dell’ospedale, accompagnato dal medico legale Matteo Tudini, consulente di parte dei poliziotti. L’ultima a lasciare il padiglione 18 è Valentina Bugelli, una dei quattro specialisti del collegio messo insieme dalla procura. Il suo riserbo è massimo: “Dobbiamo aspettare, sono casi molto complessi e non sono autorizzata a dire nulla”, si è limitata a dire alla stampa.
Nel frattempo, l’avvocato dei due poliziotti, Gabriele Bordoni, smentisce la versione di Anselmi e la presenza di segni di schiacciamento: “Da quello che mi riferisce il mio consulente, non c’è assolutamente niente su quelli che sono gli indicatori tipici dell’uomo messo a terra schiacciato fino a impedirgli di respirare”, ha riferito a BolognaToday. Per Bordoni, “non c’è” nemmeno “nessun tipo di segnale di violenza o di infrazione ossee e fratture alle costole”.
Nulla, insomma, “degli elementi tipici che impediscono a una persona di respirare”. Riguardo al sanguinamento, l’avvocato conclude: “È vitale e non post-mortem. Se lo schiacchiamento dei polmoni è con ogni probabilità riportabile all’intervento dei sanitari, nel tentativo di rianimarlo, non avendo più la persona resistenza muscolare, il sanguinamento potrebbe essere anche precedente. Può avere origini diverse e compatibili con quanto emerso dall’autopsia”, conclude Bordoni. All’autopsia è stato affidato anche il compito di rilevare la presenza di eventuali farmaci o sostanze stupefacenti nel corpo di Fakir, di risalire a eventuali patologie pregresse, compresi i disturbi psichici che l’uomo soffriva, e la valutazione dell’adeguatezza del soccorso sanitario.
Source link




