morto in un B&B, non era stato registrato
Un decesso solitario in una stanza d’affittacamere ha acceso i riflettori su un sistema di irregolarità nel cuore di Roma, a pochi passi dal Vaticano.
Nel quartiere Prati, quello che inizialmente appariva come un dramma personale si è trasformato in un caso amministrativo e giudiziario che ha portato alla chiusura temporanea di una struttura ricettiva.
Il ritrovamento del corpo
Tutto è iniziato lo scorso 9 febbraio, quando un uomo ha contattato le forze dell’ordine segnalando che un amico, ospite in un affittacamere della zona, si era sentito male e non rispondeva più al telefono.
Gli agenti della Polizia di Stato, intervenuti sul posto, hanno trovato l’uomo privo di vita nella sua stanza. Dai primi accertamenti, il decesso sarebbe riconducibile a cause naturali.
Ma durante le verifiche è emerso un dettaglio anomalo: la vittima soggiornava nella struttura dalla fine di gennaio, eppure non risultava registrata ufficialmente.
Il sistema dei “clienti fantasma”
Le indagini condotte dal Commissariato Borgo hanno portato alla luce un meccanismo irregolare consolidato.
Secondo quanto ricostruito, gli ospiti esibivano regolarmente i documenti al momento del check-in, ma i dati non venivano trasmessi al portale “Alloggiati Web”, la piattaforma della Polizia di Stato attraverso cui le strutture ricettive devono comunicare le generalità dei clienti per motivi di pubblica sicurezza.
Una prassi che avrebbe consentito di incassare parte dei pagamenti senza dichiararli, eludendo così gli obblighi fiscali e aggirando i controlli previsti dalla normativa.
L’omessa registrazione, oltre al profilo tributario, comporta anche un serio vulnus sotto il profilo della sicurezza, soprattutto in un’area sensibile e ad alta frequentazione turistica come quella a ridosso del Vaticano.
La chiusura disposta dal Questore
Alla luce delle irregolarità accertate, il Questore di Roma ha disposto la sospensione immediata della licenza della struttura per dieci giorni.
I sigilli sono stati apposti dalla Polizia di Stato e il titolare è stato formalmente diffidato ad adeguarsi rigorosamente alla normativa vigente prima di poter riprendere l’attività.
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