morto il bimbo di tre anni, ha lottato disperatamente per due settimane
ANCONA – Non ce l’ha fatta il bambino di appena tre anni rimasto coinvolto nel terribile incidente avvenuto il 18 marzo scorso nella galleria del Montagnolo. Il piccolo ha lottato per due settimane tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Ospedale Salesi di Ancona, ma nelle scorse ore il suo cuoricino ha smesso di battere, lasciando dietro di sé un dolore immenso.
Quel maledetto sabato di marzo era in auto con il padre, 40 anni, originario di Fabriano e residente a Serra San Quirico, e con la sorellina di otto anni.
Un viaggio come tanti, trasformato in pochi istanti in una tragedia.
Lo schianto in galleria
L’incidente si è verificato intorno alle 17.40, in un momento di traffico intenso lungo la Variante. La Ford station wagon viaggiava in direzione Ancona quando, all’interno della galleria, si è consumato il dramma.
Per cause ancora da chiarire, l’auto si è schiantata frontalmente contro un mezzo pesante che procedeva in senso opposto. L’impatto è stato violentissimo.
La parte anteriore della vettura è andata completamente distrutta, accartocciandosi su se stessa. Dopo il frontale, l’auto avrebbe iniziato una carambola coinvolgendo altre tre vetture.
Il padre è rimasto incastrato nell’abitacolo, prigioniero delle lamiere, ed è stato estratto dai vigili del fuoco intervenuti dal comando provinciale.
La corsa disperata dei soccorsi
Il dramma più grande si stava però consumando sul sedile posteriore: il piccolo, assicurato al suo seggiolino, ha riportato lesioni gravissime ed è andato in arresto cardiaco subito dopo l’impatto. I soccorritori del 118 hanno combattuto contro il tempo. Sul posto, tra le luci delle ambulanze e il rumore delle sirene che rompeva il silenzio della galleria, hanno fatto di tutto per rianimarlo.
E ci sono riusciti. Quel piccolo cuore ha ripreso a battere grazie al lavoro disperato dei sanitari dell’automedica di Falconara e delle ambulanze della Croce Gialla.
Poi è scattata la corsa in ospedale, un trasferimento d’urgenza verso Torrette, dove il bambino è arrivato intubato in condizioni giudicate fin da subito gravissime.
L’ultimo tentativo
In serata il bimbo è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico per ridurre un edema cerebrale causato dai traumi riportati nello schianto. Per giorni la speranza è rimasta appesa ai monitor della Rianimazione, alle mani dei medici, alle preghiere di chi attendeva notizie. Il padre e la sorellina, anch’essi trasportati in pronto soccorso in codice rosso, non sono mai stati in pericolo di vita. Ma per il più piccolo della famiglia la battaglia si è rivelata troppo dura e nelle scorse ore si è arreso.




