Morto David Riondino, cantautore, attore e regista. Scrisse anche la hit “Maracaibo”

È morto a 73 anni David Riondino, figura atipica e trasversale della scena culturale italiana, capace di muoversi con naturalezza tra musica, teatro e narrazione. Si è spento domenica 29 marzo nella sua casa di Roma, dopo aver lottato per anni con una grave malattia.
Nato a Firenze il 10 giugno 1952, Riondino aveva costruito fin dagli esordi un percorso lontano dalle traiettorie più convenzionali del cantautorato. Negli anni Settanta fondò il Collettivo Victor Jara, esperienza radicata nell’impegno politico e culturale dell’epoca, con cui pubblicò due dischi destinati ai circuiti alternativi. Il nome del gruppo rendeva omaggio a Victor Jara, simbolo della canzone militante latinoamericana.
La svolta arrivò tra il 1978 e il 1979, quando Fabrizio De André e la Premiata Forneria Marconi lo vollero come artista di apertura nei concerti della loro storica tournée. Da lì prese forma una carriera sempre più articolata, che lo portò a pubblicare album, scrivere per altri interpreti e sviluppare una presenza costante tra radio, televisione e teatro. A renderlo popolare al grande pubblico furono anche alcune sue partecipazioni al Maurizio Costanzo Show, in cui proponeva suoi brani e numeri di satira.
Il suo nome resta legato anche a “Maracaibo”, brano portato al successo nel 1981 da Lu Colombo (all’anagrafe Maria Luisa Colombo) e diventato uno dei simboli del pop italiano degli anni Ottanta. Dietro l’apparenza leggera e danzereccia, la canzone nascondeva una trama più oscura, fatta di intrighi, politica e personaggi ambigui. Negli anni, proprio la paternità del brano fu oggetto di tensioni tra Riondino e Colombo, riemerse anche di recente, a testimonianza di una storia artistica mai del tutto pacificata.
Parallelamente alla produzione musicale, Riondino ha sviluppato un linguaggio personale che intrecciava poesia orale, ironia e racconto civile. Ha collaborato con personalità diverse come Paolo Rossi, Dario Vergassola, Sabina Guzzanti e Stefano Bollani, confermando una versatilità rara nel panorama italiano.
Nel 1995 partecipò indirettamente al Festival di Sanremo come autore del brano “Troppo sole”, interpretato da Sabina Guzzanti insieme alla Riserva Indiana.
Tra i suoi lavori più recenti, l’album “Bocca baciata non perde ventura, anzi rinnova come fa la luna”, pubblicato nel 2017, recuperava testi dal Decameron in una chiave musicale personale.
Negli ultimi anni aveva concentrato le sue energie nella Scuola dei Giullari, progetto dedicato alla trasmissione della canzone come forma di espressione orale e collettiva, sospeso tra tradizione e contemporaneità. Un’iniziativa rimasta incompiuta, che riassume però con precisione il senso del suo percorso: tenere insieme cultura popolare e ricerca, leggerezza e consapevolezza.
I funerali si terranno a Roma, alla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo.




