Trentino Alto Adige/Suedtirol

Morte di Siegfried Steger, Urzì (FdI): “Disgusto per l’omaggio alla figura di un criminale” – Cronaca



BOLZANO. ”Provocano una reazione di profonda indignazione al limite del disgusto le dichiarazioni che in alcuni ambienti radicali che accarezzano la memoria del terrorismo separatista hanno omaggiato la figura dell’ultimo dei condannati per omicidio ed una lunga serie di attentati appartenenti alla banda dei “Quattro bravi ragazzi della Valle Aurina”, Siegfried Steger, deceduto in queste ore e latitante in Austria”.

Inizia così un duro comunicato dell’Onorevole di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì in merito alle varie dichiarazioni arrivate dopo la morte dell’86enne, condannato all’ergastolo per gli attentati compiuti in Alto Adige negli anni Sessanta. Dal 1961 viveva in Austria.

“Non ha mai scontato un giorno della condanna all’ergastolo comminata ed è rimasto fedele alla sua ispirazione sino all’ultimo. “Certe cose non si fanno con i guanti bianchi”, raccontava. Di lui si ricorda l’avere peró implorato la grazia al presidente della Repubblica italiana ma senza mai scusarsi ed ammettere le proprie responsabilità”.

E ancora: “Hanno partecipato all’osceno omaggio alla figura dell’assassino Steger gli Schuetzen altoatesini (in Italia) circuiti estremisti ed addirittura esponenti politici della galassia radicale come la nipote di Eva Klotz erede del cosiddetto martellatore della Val Passiria (per la sua indole all’uso del tritolo) Georg che hanno ringraziato Steger per le sue opere, e se ne ricordano solo violente. Episodi che riportano di attualità il tema del dibattito sull’opportunità di introdurre il reato di apologia di terrorismo.

Le azioni del BAS (una delle principali organizzazioni terroristiche anti italiane attive fra gli anni 60 e 70 e autrice di numerosi omicidi) sono addirittura oggetto di un museo a Bolzano in cui sono esposti inneschi per cariche esplosive e altro materiale che mitizza il ricorso alla lotta armata.
Va per questo con orgoglio ribadito proprio in occasione di circostanze come quella odierna che l’autonomia e il raggiungimento della piena convivenza fra o gruppi linguistici in Provincia di Bolzano è stato realizzato nonostante il terrorismo, certamente non grazie al terrorismo”.




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