Morte del piccolo Domenico, la difesa della chirurga punta il dito su Bolzano – Cronaca
BOLZANO. Nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, l’attenzione si concentra ora anche su quanto accaduto all’ospedale San Maurizio. Secondo quanto riportato da Il Mattino di Napoli, la difesa della cardiochirurga Gabriella Farina sostiene che alcune testimonianze raccolte tra medici e infermieri di Bolzano sarebbero contraddittorie e quindi non pienamente attendibili, perché rilasciate quando il caso era già diventato mediatico e sotto forte pressione nazionale.
I legali Dario Gagliano e Anna Ziccardi hanno presentato un’istanza alla Procura di Napoli chiedendo verifiche sulla gestione dell’organo donato e su possibili alterazioni dello stato dei luoghi nell’ospedale altoatesino. In particolare, si punta a chiarire quanto emerso in una trasmissione televisiva del 2 marzo: sul frigorifero che custodiva il ghiaccio secco – ritenuto responsabile del congelamento del cuore destinato al trapianto – la scritta “ghiaccio secco” sarebbe comparsa solo dopo lo scoppio del caso.
Secondo quanto ricostruito, lo stesso frigorifero mostrato nel servizio televisivo sarebbe stato successivamente spostato e rimosso. Circostanze che, per la difesa della chirurga, renderebbero necessario verificare se vi sia stata una modifica dell’ambiente ospedaliero rispetto alla situazione esistente al momento dei fatti.
L’indagine della Procura di Napoli resta comunque aperta e al momento coinvolge sette medici dell’ospedale Monaldi, mentre nessun sanitario di Bolzano risulta indagato. Gli inquirenti attendono gli esiti dell’autopsia e stanno cercando di ricostruire con precisione quanto avvenuto il 23 dicembre tra Bolzano e Napoli, quando il cuore donato arrivò in sala operatoria già deteriorato e quindi inutilizzabile.
(foto Ansa)




