Liguria

Morì dopo una lite col compagno, i parenti: “Indagate ancora, non è stato un incidente”


Genova. La morte di Evelin Moori Chamorro, caduta dal sesto piano nella tromba delle scale in salita superiore della Noce, non è stata un incidente. È questa la tesi dei familiari della donna che si sono opposti alla richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero Giuseppe Longo.

I fatti risalgono alla notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2025, in un palazzo del Comune che ospita famiglie in emergenza abitativa oltre al distretto sociale del Medio Levante. La donna era precipitata dopo avere litigato con il compagno Marlo Stephano, 32enne, padre delle sue due figlie. L’uomo, difeso dagli avvocati Chiara Mariani e Luca Barontini, era indagato per omicidio preterintenzionale, ma gli accertamenti avevano evidenziato che non l’aveva spinta e che tra i due non c’era stata colluttazione.

Per i parenti, assistiti dall’avvocato Paolo Costa, occorre invece indagare ancora perché la dinamica dell’accaduto sarebbe incompatibile con un incidente o con un gesto volontario. La giudice Elisa Campagna ha fissato l’udienza il prossimo 17 aprile per valutare se archiviare il caso o disporre altri accertamenti.

Il compagno aveva spiegato di essere uscito dall’appartamento perché la donna lo stava picchiando. “Lei è uscita di casa e mi ha detto: se non torni mi butto“, aveva spiegato agli investigatori. Poi, secondo il suo racconto, sarebbe inciampata e caduta nella tromba delle scale morendo sul colpo.

La polizia era già intervenuta almeno due volte in quell’appartamento dove, oltre alla coppia viveva anche la sorella della donna con un bimbo.




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