Morì 59 anni fa in uno scontro a fuoco con un pregiudicato: inaugurata la targa in ricordo di Nicola Mignogna | isNews
L’appuntato di Pubblica sicurezza perse la vita a 42 anni mentre con una pattuglia era impegnato nella ricerca di un gruppo di rapinatori. Un malvivente, fingendo di arrendersi, estrasse una pistola e gli sparò. Ferito anche un altro agente
CAMPOBASSO. Morì il 2 febbraio 1967, durante un conflitto a fuoco con un pregiudicato. Nel luogo in cui fu ucciso 59 anni fa, ora c’è una targa che ricorda il sacrificio dell’appuntato di Pubblica sicurezza Nicola Mignogna.
La Polizia e l’Amministrazione comunale di Campobasso hanno reso omaggio alla sua memoria, nel punto esatto di via Monsignor Bologna dove l’appuntato perse la vita.
Nicola Mignogna, 42 anni, padre di quattro figlie, era impegnato con una pattuglia nella ricerca di rapinatori quando si trovò a fronteggiare un pericoloso delinquente. Con coraggio riuscì a disarmarlo, ma il malvivente, fingendo di arrendersi, estrasse improvvisamente una seconda arma automatica e aprì il fuoco contro gli agenti. Nel conflitto rimasero gravemente feriti il brigadiere Giovanni Paduano e l’agente Ignazio Commisano.
Colpito mortalmente all’addome, Mignogna trovò comunque la forza di tentare di portare in salvo i colleghi: raggiunse la camionetta, si mise alla guida e cercò di raggiungere il centro cittadino, consapevole di essere l’unico della pattuglia in grado di condurre il mezzo. Dopo poche centinaia di metri, però, le ferite gli fecero perdere conoscenza e il veicolo si schiantò contro un edificio. Il suo gesto eroico rimane una pagina indelebile della storia cittadina e delle forze dell’ordine.
A ricordare la figura dell’appuntato – uomo di ottima condotta dentro e fuori servizio, rispettoso e disciplinato – è stato il questore Domenico Farinacci, che ha voluto fortemente rendere omaggio a questo servitore dello Stato. Alla cerimonia erano presenti le quattro figlie di Mignogna: Bruna, Carmela, Franca e Laura, testimoni della memoria e del sacrificio del padre.

La sindaca di Campobasso Marialuisa Forte ha rinnovato la propria vicinanza e solidarietà agli operatori della sicurezza, richiamando anche i recenti e gravi fatti avvenuti a Torino, che hanno evidenziato i rischi quotidiani affrontati da chi è impegnato nella tutela della legalità. Perché dietro ogni divisa c’è una persona, c’è una storia. Difendere chi garantisce l’ordine democratico significa difendere, prima di tutto, la dignità umana e il senso di giustizia.
La sicurezza è una funzione essenziale dello Stato e le forze dell’ordine devono essere messe nelle condizioni migliori per svolgere il loro compito: con risorse adeguate, strumenti efficaci e un quadro istituzionale chiaro e condiviso.
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