Moplefan, ‘ombra mafia russa’. Bandecchi versa mezzo mln: «De Rebotti si dimetta»
di Marta Rosati
Sull’atto Pd per la Moplefan, consiglio comunale di Terni unanime, ma con i soldi di Bandecchi e la richiesta di dimissioni dell’assessore Regionale Francesco De Rebotti.
Il caso La crisi Moplefan è un tema che scotta; le incertezze dilagano, le difficoltà sono così palpabili da aver allarmato l’impresa per l’esposizione debitoria e la politica iìdi fatto annaspa. A sollevare la questione, per promuovere di attivarsi con la massima urgenza presso il Ministero, ci ha pensato il consigliere Pd Emidio Gubbiotti in consiglio comunale lunedì mattina. Subito accolto l’inserimento del punto all’ordine del giorno, sul caso è intervenuto l’assessore Sergio Cardinali facendo il punto della situazione e accusando i governi degli ultimi sette anni di non essersi occupati della fabbrica come meritava.
Colpo di scena Poi la sospensione, la riunione di maggioranza e il sindaco Stefano Bandecchi torna in aula con la copia di due bonifici per un importo di poco inferiore al mezzo milione di euro, effettuati dalla sua università Niccolò Cusano nei confronti di Moplefan. Allegato a quel documento, l’accordo stipulato tra le due parti per attività di ricerca e stage studio/lavoro. «Soldi – dirà poi Bandecchi – utilizzati per pagare i lavoratori nella fase critica. Si tratta di 110 famiglie ternane. Io, cittadino onorario, ho pensato a loro». Ma c’è di più. Nel suo intervento il sindaco finisce per attaccare ferocemente l’assessore regionale De Rebotti chiedendone le dimissioni: «Ai tavoli ufficiali si è permesso di dire, pur non essendoci segnalazioni di anomalie da parte di organi competenti o istituti di credito coinvolti, che la Moplefan ha portato qui i soldi sporchi della mafia russa. Ecco chi non vuole aiutare quella realtà. Altrimenti fuori qualunque altro responsabile della situazione perché va scuoiato».
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