Toscana

Montevarchi simbolo di una criticità nazionale. Parametri da rivedere


L’ospedale della Gruccia è il simbolo di una criticità nazionale. È quanto sostenuto dall’onorevole del Partito Democratico Marco Simiani, che nella giornata di oggi, sabato 31 gennaio, ha preso parte alla manifestazione davanti all’ospedale del Valdarno Superiore, alla quale hanno partecipato oltre 200 persone.

“Difendere il Punto nascita dell’ospedale della Gruccia – afferma Simiani – significa difendere il diritto alla salute, alla sicurezza e alla dignità delle comunità locali. Ho voluto essere qui per testimoniare la mia vicinanza alle mamme, al personale sanitario, ai sindaci e a tutta la comunità, perché quando si rappresenta un territorio non contano le appartenenze politiche ma il dovere di stare accanto ai cittadini. La battaglia che si sta combattendo oggi non riguarda solo Montevarchi: è una questione nazionale legata alla grave crisi demografica che attraversa il paese”.

“Per questo – ha annunciato l’onorevole – insieme alla collega Ilenia Malavasi e a molti altri parlamentari toscani, presenteremo un’interrogazione al Ministro della Salute per chiedere il rinnovo immediato del Comitato percorso nascita nazionale e per sollecitare azioni concrete a tutela dei punti nascita nelle aree più fragili. I parametri fissati 15 anni fa non possono più essere applicati automaticamente in un contesto profondamente cambiato.

Dopo il Covid, soprattutto nella Regione Toscana, abbiamo imparato che – ha aggiunto – la prossimità delle cure è un elemento fondamentale di sicurezza e coesione sociale: continuare a chiudere i punti nascita significherebbe aumentare le disuguaglianze territoriali e indebolire le comunità. Servono – conclude Simiani – scelte responsabili, investimenti e soluzioni organizzative per garantire nascite sicure e servizi sanitari vicini alle persone”.

La nota del Coordinamento provinciale Pd

“Il Partito Democratico in tutte le sue declinazioni territoriali – si legge – è in prima linea per salvaguardare la continuità del punto nascite in Valdarno. Per il secondo polo demografico della provincia, la presenza del punto nascite è infatti un presupposto fondamentale anche in un’ottica di sanità integrata, rete ospedaliera e diritto alla salute di prossimità.

Nonostante il comitato ministeriale al momento abbia negato la deroga a causa di un numero di parti di poco inferiore alla soglia prevista, il presidio della Gruccia è in piena attività e sta investendo nella qualità delle prestazioni, con un alto tasso di soddisfazione da parte delle utenti. Vogliamo sottolineare, come ha fatto l’Asl sud est, la presenza nella maternità del Valdarno di personale medico e sanitario altamente qualificato, dotazioni tecnologiche più che adeguate, percorsi di accompagnamento alla maternità e un’integrazione professionale che ha sempre garantito standard elevati.

Noi sosteniamo con forza l’azione della regione Toscana e del presidente Giani, che ha sottoposto al comitato ministeriale la richiesta di riesame della procedura di deroga. L’ha fatto presentando un attento dossier infrastrutturale, messo a punto dall’assessore Filippo Boni, che mette in luce i tempi eccessivamente dilatati necessari oggi per raggiungere i poli ospedalieri di Arezzo e Firenze partendo dal Valdarno, alla luce dei cantieri e delle criticità del tratto autostradale dell’A1 tra i due capoluoghi.

Ringraziamo i nostri rappresentanti in parlamento e la Segretaria Schlein, insieme ai rappresentanti istituzionali regionali e locali del Partito democratico, che si stanno impegnando per portare avanti questa azione di salvaguardia del punto nascite in Valdarno.

Chiediamo a tutte le forze politiche del territorio provinciale di fare fronte comune per raggiungere l’obiettivo, definito con chiarezza a partire dalla Conferenza dei sindaci del Valdarno”.


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