Montagna, 3.600 imprese sarde sfidano spopolamento e infrastrutture scarse – Cagliaripad.it
Sono 3.600 le piccole e medie imprese attive nei 34 comuni montani della Sardegna. Realtà che occupano oltre 7.500 addetti e generano un fatturato complessivo di circa 680 milioni di euro, rappresentando un presidio economico e sociale fondamentale per le aree interne dell’isola. A fotografare la situazione è il rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, intitolato “Economia e imprese della montagna della Sardegna: perimetri, tendenze e politica economica”, basato su elaborazioni di dati Istat 2023-2025.
L’analisi evidenzia una doppia criticità: da un lato il declino demografico, dall’altro le difficoltà strutturali legate alle infrastrutture e all’accessibilità, aggravate dal rischio idrogeologico. Una combinazione che, secondo l’associazione, mette a rischio la tenuta produttiva dei territori montani.
“I dati confermano come la Sardegna interna stia affrontando una importante sfida esistenziale” commenta Giuseppe Pireddu, Presidente di Confartigianato Nuoro-Ogliastra”. “Infatti, la combinazione data dalla pesante contrazione demografica e dalle barriere infrastrutturali rischia di desertificare economicamente il cuore dell’Isola. In tutta questa evoluzione vi è l’energia delle attività produttive che restano nei territori a baluardo dell’economia zonale e del decadimento”.
Pireddu sottolinea la necessità di un piano strutturale di interventi pubblici: “È indispensabile, per questo, un piano di investimenti pubblici che punti non solo sulla manutenzione del territorio contro il rischio idrogeologico. Ma soprattutto sull’abbattimento dei tempi di percorrenza e sulla valorizzazione della piccola impresa artigiana come presidio sociale e demografico. Senza interventi strutturali, la glaciazione demografica diventerà un processo irreversibile entro il prossimo ventennio”.
I numeri della montagna sarda
Le Pmi non agricole di montagna sono 3.619, pari al 3% del totale regionale (contro l’11,5% della media nazionale). Gli addetti sono 7.527, il 2,5% degli occupati non agricoli sardi.
Le imprese artigiane rappresentano una componente significativa: 1.564 realtà, con 2.705 addetti. Nel dettaglio territoriale, nel Nuorese si contano 2.480 imprese (1.089 artigiane), nel Sassarese-Gallurese 915 (408 artigiane) e nel Sud Sardegna 224 (67 artigiane).
Il fatturato complessivo raggiunge i 679 milioni di euro, con un valore aggiunto pari a 203 milioni (1,6% del totale regionale). Sul piano settoriale, il 6,6% delle imprese manifatturiere sarde opera in montagna, il 10,7% nell’edilizia e il 26,6% nei servizi, mentre il restante 56% si distribuisce in altre attività.
Il peso delle infrastrutture
Uno degli elementi più critici riguarda l’accessibilità. Chi parte da un comune montano impiega in media 44 minuti per raggiungere un’infrastruttura di trasporto primaria, contro i 19 minuti dei comuni non montani (+123%). Servono 66 minuti per arrivare a un porto, 78 per un aeroporto, 51 per una stazione ferroviaria e 32 per accedere a una superstrada. “Questi dati ci ricordano, tangibilmente, come le aree interne siano territori fragili, distanti dai centri principali di offerta dei servizi essenziali” riprende Pireddu.
Valore aggiunto e turismo
La Sardegna registra il più basso valore aggiunto per addetto in montagna a livello nazionale: 27.306 euro, con un divario del -23,7% rispetto agli occupati non montani. A confronto, il Trentino guida la classifica con oltre 63 mila euro per addetto, mentre la media italiana si attesta a 49.131 euro. Anche il turismo evidenzia un forte scarto: il tasso di turisticità delle aree montane sarde è dell’1,1%, contro una media nazionale del 17%.
Il 61% delle imprese montane risulta potenzialmente esposto al rischio frane (media nazionale 26,4%), con picchi che nel Nuorese arrivano al 76,7%. Più contenuto, invece, il rischio alluvione (1,3%, contro il 5,1% nazionale).
Nonostante le difficoltà, molte realtà continuano a investire nei territori interni. “Questi dati dimostrano come sia possibile fare impresa anche con condizioni non certo favorevoli” sottolinea Pietro Mazzette, Segretario di Confartigianato Nuoro-Ogliastra.
Per Confartigianato Imprese Sardegna serve dunque una strategia di sviluppo mirata per le aree interne, capace di mettere le imprese al centro delle politiche di crescita e di contrasto allo spopolamento, attraverso investimenti infrastrutturali, ascolto delle esigenze locali e programmazione di lungo periodo.
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