Monica Guerritore e il ricordo del nonno Francesco Pentimalli, luminare della medicina: «Fu l’oncologo che per primo scoprì la correlazione fra infiammazione e tumore»
Nel corso di una lunga intervista a Verissimo, Monica Guerritore, ora in tour nei cinema italiani per la presentazione del film Anna, biopic sulla vita di Anna Magnani, dove interpreta il ruolo della grande attrice premio Oscar per la Rosa Tatuata, «vinto a cinquanta anni», ha ripercorso la propria storia personale e professionale, parlando di ispirazioni artistiche, legami familiari e sfide affrontate nella vita e nel lavoro. «Mio nonno, grande scienziato oncologo, fu il primo a scoprire che dall’infiammazione può nascere un tumore. Mia madre si innamorò di uno dei suoi assistenti: mio padre, Dino Guerritore, anche lui oncologo. Era un uomo molto bello, brillante, ma non adatto alla vita ordinaria. Viveva in Istituto, beveva moltissimo caffè, era senza orari… mia madre mi ha fatto da madre e da padre, ma devo dire di non aver sentito mancanze».
Nonno Francesco Pentimalli era nato a Palmi, in Calabria, da una famiglia poverissima. Aveva studiato a Napoli e successivamente era stato invitato in Germania per compiere ulteriori studi. Fu lui a intuire, attraverso le sue ricerche, che l’infiammazione può evolvere in sarcomi.
Pentimalli fu anche fondatore e direttore del Regina Elena a Roma, il primo Istituto di ricerca sul cancro. Morì a Roma nel 1958, nello stesso anno in cui sarebbe nata la nipote Monica.
L’attrice ha poi raccontato di essersi recentemente sottoposta a un intervento per una cisti ovarica, che ha comportato una ovariectomia (rimozione delle ovaie), ma di aver sempre continuato a lavorare: «È successo mentre ero sul set dell’ultima stagione di Vita da Carlo e contemporaneamente provavo a teatro. Per curare me stessa non potevo fermare un’intera compagnia: venti persone sarebbero rimaste senza lavoro, per un tempo di tre o quattro mesi, perché», ha spiegato «quando la stagione inizia, le compagnie sono già formate». Quindi, «per senso di responsabilità non mi sono fermata: mi sono operata, ho indossato il busto e sono tornata subito in scena, a ballare in Ginger e Fred. Per fortuna non si trattava di qualcosa di grave». Anche se sappiamo che comunque l’intervento è stato delicato e compiuto d’urgenza. Guerritore aveva continuato a lavorare anche quando, qualche anno fa, fu operata per un tumore al seno: «Sono stata operata dal professor Umberto Veronesi, di cui pochi giorni fa ricorreva il centenario dalla nascita. Lui è stato un luminare, ci ha insegnato tutto». In una precedente intervista sempre a Verissimo, Guerritore aveva sottolineato che, grazie alla diagnosi precoce e alla prevenzione, non si era dovuta sottoporre alla chemio post intervento.
Parlando ancora del film su Anna Magnani, Guerritore ha quindi posto l’accento anche sull’ageing:
«Attraverso Anna le donne possono riconoscersi in un’altra potente identità. C’è un altro modo di essere donna, di vivere ogni età».
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