Mondiali 2026, il Pride Match Egitto-Iran è un caso: nei due paesi l’omosessualità è illegale – Calcio
Chissà se Donald Trump si intesterà anche questa come una vittoria politica. O se al contrario lo scenario non finirà per scatenare un caso diplomatico su scala internazionale. Ai Mondiali americani, sarà il Pride Game del torneo. Il problema è che il match mette di fronte due paesi in cui l’omosessualità è considerata illegale.
Egitto-Iran, il Pride Match è un caso
La questione è nata ben prima del giorno del sorteggio di gironi del Mondiale. Il match del 26 giugno a Seattle (ma in Italia saranno le 5 di mattina del 27 giugno), una delle città in cui la cultura Lgbtq+ è più radicata, era stata scelto da tempo come Pride Match, visto che si giocherà di venerdì, alle porte del nel weekend del Pride. Ma il sorteggio di venerdì scorso ha trasformato quell’appuntamento in un caso politico-diplomatico. La città dello stato di Washington infatti ospiterà quel giorno il match tra Egitto e Iran. E in entrambi i paesi essere gay è un reato punibile con il carcere. In Iran in passato attivisti per i diritti delle persone Lgbtq+ sono state anche condannate alla pena capitale.


Le reazioni di Egitto e Iran
Iran ed Egitto hanno presentato un’obiezione formale alla decisione degli Stati Uniti di nominare la loro partita della fase a gironi dei Mondiali a Seattle come “Pride Game”: le autorità locali definiscono la scelta “inappropriata e politicamente connotata”. Mehdi Taj, presidente della Federcalcio iraniana, ha spiegato la posizione del governo iraniano e della sua federazione: “Sia noi che l’Egitto abbiamo protestato. È stata una decisione irragionevole che sembrava favorire un gruppo particolare. Affronteremo sicuramente la questione”. Ma una marcia indietro è impensabile, come ha spiegato Eric Wahl, membro del Pride Match Advisory Committee: “La partita Egitto-Iran a Seattle in giugno capita proprio come Pride Match, e credo che sia un bene, in realtà. Persone Lgbtq+ esistono ovunque. Qui a Seattle tutti sono liberi di essere se stessi”.
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