‘Mondi che si incontrano’: nel centro storico di Isernia un laboratorio interculturale tra giovani da tutto il mondo | isNews
Il progetto ‘Una Goccia nell’Oceano’ dell’Avis torna in città dopo il successo del laboratorio sul merletto a tombolo
ISERNIA. Mercoledì 17 giugno alle 15.30, il centro storico di Isernia diventerà il palcoscenico dell’attività laboratoriale “Mondi che si incontrano”, un percorso esperienziale in lingua inglese rivolto ai giovani che partecipano al progetto ‘Una Goccia nell’Oceano’, promosso dall’Avis Comunale di Isernia Fernanda Fidenzio Odv. Tra i partecipanti, numerosi ragazzi provenienti da Paesi e culture diverse, che attraverso una passeggiata tra le vie del centro storico avranno l’occasione di conoscere storie, tradizioni e valori del territorio isernino.
“Far conoscere il luogo che si abita è il primo passo per sentirsi parte attiva della comunità e sviluppare un autentico senso di appartenenza verso il territorio che ci accoglie e che siamo chiamati a custodire,” sottolinea il presidente dell’associazione Nicola Cifelli, che ricorda come l’impegno dell’Avis non si esaurisca nella promozione della cultura del dono, ma si estenda anche alla valorizzazione delle tradizioni e dell’identità locale. “Progetti come questo rappresentano un complemento naturale alle numerose attività che quotidianamente mettiamo in campo, perché contribuiscono a rafforzare il legame tra le persone, il territorio e i valori della solidarietà.”
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato nelle scorse settimane con il laboratorio “Radici ed Orizzonti”, realizzato nel Borgo del Merletto grazie alla collaborazione dell’associazione Il Merletto d’Isernia. L’Arte nelle Mani. I ragazzi, guidati dalle esperte merlettaie dell’associazione, hanno potuto sperimentare le tecniche dell’antica arte del merletto a tombolo, scoprendo il valore della pazienza, della manualità e della trasmissione dei saperi tra generazioni. L’entusiasmo registrato durante quell’incontro ha confermato, secondo gli organizzatori, come le attività basate sulla conoscenza reciproca possano rappresentare strumenti efficaci di inclusione e partecipazione attiva.
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