Cultura

Momoko Gill – Momoko | Indie For Bunnies

Il volto di Momoko Gill è in primo piano in copertina del debutto solista per una musicista che dopo essersi affermata come batterista e collaborando con Alabaster DePlume, Coby Sey, Tirzah e Nadeem Din-Gabisi dà vita a dieci brani che rivelano le molteplici influenze che hanno contribuito a formarne lo stile notturno, eclettico, incisivo.

Credit: Bandcamp

E’ la sua voce ad accogliere in “Satellite”,  dal morbido e suadente timbro jazz, che in “No Others” rivela tutta la sua eleganza con un arrangiamento molto moderno che alla batteria unisce elementi di elettronica basso e tastiere. “Heavy” più classica nella concezione ma emotivamente coinvolgente è altrettanto raffinata come “Rewind/Remind” e “Shadowboxing” tra jazz e trip hop.

L’atmosfera che Momoko Gill riesce a creare in questi trentanove minuti è matura e sperimentale, come dimostra “Test A Small Area” all’insegna dell’elettronica più sincopata mentre “2close2farr” è una ballata piano e voce sincera nella sua semplicità. Torna a sperimentare Momoko in “Anyway, I’m Drowning”, per poi intonare “When Palestine Is Free” uno dei singoli oltre che brano simbolo dell’album.

Alabaster DePlume ma anche Shabaka Hutchings (che compare proprio nel coro di “When Palestine Is Free”)  Jill Scott e Alfa Mist sembrano essere punti di riferimento per Momoko in un dialogo continuo tra jazz classico e moderno, come nei melodici, emotivamente potenti brani di chiusura: “River” con il suo clarinetto e il piano di “Ineffably”.

Momoko Gill dimostra di avere idee e chiare, non è più il segreto ben custodito del nu – jazz made in UK ma una musicista completa, sensibile e dotata, che si unisce al numeroso e vario ensemble di artisti che da tempo e con risultati eccellenti sta sperimentando, rinnovando uno stile musicale per troppo tempo rimasto legato al passato.


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