“Molto più di una ricetta”
C’è un profumo che a Capurso non appartiene a una cucina sola, ma a molte. È l’odore del pane raffermo che rinasce, delle mani che impastano, delle storie tramandate senza essere mai state scritte. È da qui che prende forma la Polpetta di Capurso: il progetto che il Comune presenta ufficialmente, in onore della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare, scegliendo così di trasformare una ricetta della tradizione domestica in un simbolo collettivo di identità, sostenibilità e futuro.
La polpetta di pane, piatto umile e necessario della cucina del riuso, diventa il centro di un racconto più ampio. Un racconto che parla di memoria, di educazione alimentare, di rispetto delle risorse e di una comunità che decide di riconoscersi in ciò che per anni è rimasto patrimonio silenzioso delle case. In un territorio che non ha mai avuto un prodotto tipico formalmente riconosciuto, Capurso sceglie di partire dalla semplicità per costruire un’identità gastronomica condivisa.
“La Polpetta di Capurso è molto più di una ricetta – sottolinea il sindaco di Capurso, Michele Laricchia -. È un gesto che racconta chi siamo e chi vogliamo diventare. In una giornata dedicata alla lotta contro lo spreco alimentare, scegliamo di partire dalla memoria e dalla partecipazione per costruire un’idea di futuro. Questo progetto dimostra che anche ciò che nasce come necessità può trasformarsi in valore culturale, educativo ed economico per tutta la comunità”.
L’amministrazione comunale ha deciso così di avviare un dialogo con ristoranti, pizzerie e bar del paese invitando tutti ad aderire volontariamente al progetto e a inserire nei propri menù la Polpetta di Capurso, secondo un disciplinare condiviso. “Non un marchio imposto dall’alto – è spiegato – ma un patto di comunità, un modo nuovo di sentirsi parte di una stessa storia. La Polpetta di Capurso, in questa maniera, diventa molto più di un piatto: un atto collettivo, una scelta culturale, una dichiarazione di intenti. È il modo con cui Capurso decide di raccontarsi, partendo da ciò che non si spreca e trasformandolo in futuro.




