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Modificare il calendario scolastico? C’è chi dice sì. I genitori: “Positiva e condivisibile la proposta di Santanché. L’Italia ha la pausa più lunga d’Europa e pesa sulle famiglie”

Il Ministro per il Turismo, Daniela Santanchè, ha proposto una riforma del calendario scolastico attraverso la riduzione di dieci giorni dalla pausa estiva, da redistribuire nell’arco dell’anno.

Il Moige, Movimento italiano genitori, ha espresso pieno sostegno all’iniziativa attraverso le parole del direttore generale Antonio Affinita. “Positiva e condivisibile la proposta del Ministro Santanchè di riformare il calendario scolastico mediante la riduzione di dieci giorni dalla pausa estiva, da redistribuire nell’arco dell’anno“, ha dichiarato all’Adnkronos.

L’attuale interruzione estiva italiana si colloca tra le più prolungate in Europa, una caratteristica che il Moige ritiene fonte di problematiche sul piano didattico e organizzativo. La proposta mantiene invariati i 200 giorni di lezione previsti dalla normativa vigente e conferisce autonomia regionale nella gestione del calendario, consentendo l’adattamento alle specificità territoriali. Il modello proposto prevede una distribuzione più equilibrata delle pause durante l’anno scolastico, secondo i parametri adottati dai principali paesi europei.

Le criticità dell’attuale modello delle vacanze estive

La discontinuità di quasi tre mesi compromette l’efficacia dell’apprendimento degli studenti. Affinita ha spiegato che l’estensione delle vacanze estive causa “dispersione di competenze e metodi di studio acquisiti“. Gli esperti di pedagogia evidenziano da tempo come le pause prolungate interrompano i processi di consolidamento delle conoscenze, richiedendo alle famiglie investimenti aggiuntivi in attività formative durante l’estate per limitare la regressione degli apprendimenti.

Il versante economico rappresenta un ulteriore elemento critico del sistema attuale. Le famiglie italiane devono affrontare “oneri economici significativi“, come ha sottolineato il direttore del Moige, trovandosi “obbligate a ricorrere a soluzioni di assistenza estiva sempre più onerose“. I centri estivi, i campus e le attività ricreative comportano costi elevati che pesano sui bilanci familiari. Le scuole chiudono per quasi tre mesi consecutivi, costringendo i genitori lavoratori a organizzare la custodia dei figli attraverso servizi privati o il supporto di parenti, con conseguenze sulla conciliazione vita-lavoro.

I vantaggi dell’allineamento agli standard educativi europei

L’allineamento ai modelli europei garantirebbe continuità formativa e maggiore sostenibilità per le famiglie. Affinita ha evidenziato che “una distribuzione più equilibrata delle pause nel corso dell’anno scolastico” rappresenta la soluzione adottata con successo in diversi paesi dell’Unione Europea. La Francia, la Germania e il Regno Unito prevedono vacanze estive più brevi, compensate da pause più frequenti durante l’anno, che consentono agli studenti di recuperare le energie senza perdere il ritmo dello studio.

La riforma proposta si configura come “necessaria per adeguare il sistema scolastico alle esigenze delle famiglie contemporanee e agli standard educativi europei“, secondo le parole del direttore generale del Moige. Il rispetto delle specificità territoriali attraverso l’autonomia regionale permetterebbe di calibrare il calendario sulle caratteristiche climatiche e culturali delle diverse aree del paese. Le regioni potrebbero organizzare le pause brevi in corrispondenza di festività locali o periodi particolarmente critici dal punto di vista meteorologico, mantenendo l’equilibrio complessivo previsto dalla riforma nazionale.


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