Modello premium per l’IA. Perplexity pagherà gli editori
MILANO – Perplexity, il motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale, pagherà gli editori per utilizzare i loro contenuti.
Un motore di ricerca su abbonamento
Per la precisione, la startup di San Francisco propone ai media di dividere con lei i ricavi generati da un nuovo motore di ricerca chiamato Comet Plus, a cui gli utenti interessati potranno accedere con un abbonamento a partire da 5 dollari.
Ai media partner che produrranno gli articoli e i contenuti per alimentare il browser spetterà l’80% dei ricavi, mentre il restante 20% servirà a Perplexity per garantire il funzionamento della macchina.


“Un modello adatto all’era dell’IA”
«Un modello adatto all’era dell’intelligenza artificiale», afferma il team della società in un post sul proprio blog. In verità, una prima versione di Comet esiste già, ma non è molto diffusa: la novità, che sarà lanciata nei prossimi mesi, dovrebbe permettere agli utenti di accedere a contenuti premium di editori e giornalisti selezionati, fruibili non solo attraverso la navigazione diretta ma anche nelle risposte dell’assistente IA e nei task completati dagli agenti digitali.
Per questo progetto Perplexity ha accantonato 42,5 milioni di dollari e prevede che i fondi cresceranno nel tempo. «Nell’era dell’intelligenza artificiale gli utenti si aspettano prestazioni migliori da Internet, è giunto il momento di adottare un modello di business che garantisca agli editori e ai giornalisti di trarre vantaggio dal loro contributo alla creazione di un Internet migliore», aggiunge la start up.


Le azioni legali degli editori
Dietro a questa proposta innovativa si celano motivazioni anche molto meno ideologiche. Infatti, sebbene abbia conquistato un certo riconoscimento nella Silicon Valley, Perplexity si scontra ormai da anni con le azioni legali intentate dai maggiori media mondali che la accusano di trarre ingiustamente profitto dal loro lavoro. Proprio negli ultimi giorni un tribunale federale di New York ha negato alla società l’archiviazione o il trasferimento della causa in cui News Corp, l’editore del Wall Street Journal, e New York Post la accusano di utilizzare impropriamente i loro articoli per addestrare i suoi sistemi di IA.
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