Mobbing, in Fvg nel primo semestre seguiti 341 casi
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Nel primo semestre del 2025 i Punti di ascolto antimobbing, attivi in regione hanno seguito 341 persone, 147 utenti a Udine, 70 a Gorizia, 63 a Trieste e 61 a Pordenone. Il dato è emerso alla presentazione dei dati regionali Il 67% delle persone seguite sono donne e il 33% uomini. La fascia d’età più esposta è quella dai 51 anni in su, che da sola raccoglie quasi la metà dei casi. La gran parte delle persone che hanno chiesto supporto ha un contratto a tempo indeterminato (88%), mentre il 12% lavora a termine. Per quanto riguarda il settore di appartenenza, la maggioranza opera nel privato (72%), mentre il 28% nel pubblico.
Le cause di disagio lavorativo più frequenti sono riconducibili a fattori socio-anagrafici (32%) e a mutamenti aziendali (21%), seguite da richieste avanzate dal lavoratore (20%), assenze prolungate o congedi (18%), da infortuni o malattie professionali (6%) e dal rifiuto di richieste fatte da altri (4%).
Le vessazioni più diffuse riguardano umiliazioni e critiche (32%), eccesso di controllo sul lavoro (25%) e attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi (15%). Seguono forme di emarginazione come marginalizzazione dall’attività lavorativa (7%) e svuotamento delle mansioni (3%), oltre a casi di isolamento, trasferimenti ripetuti e mancata assegnazione di strumenti o percorsi formativi.
Il profilo dei presunti autori vede una lieve prevalenza di uomini (52%) rispetto alle donne (48%). Nel 75% dei casi si tratta di un superiore o titolare, nel 21% di colleghi pari grado, nel 3% di sottoposti e nell’1% di altre situazioni. La Regione Friuli Venezia Giulia – ha rimarcato l’assessore al Lavoro Alessia Rosolen – è intervenuta con azioni concrete, istituendo Punti d’ascolto in tutto il territorio e incrementando le risorse a questi sportelli dedicate. Dal 2017 – ha ricordato Rosolen – lo stanziamento è progressivamente
cresciuto arrivando, nel 2025, a quasi 270mila euro”.
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