Molise

Mistero sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, niente veleno dai test. Atteso l’esito delle autopsie | isNews

A distanza di quasi due mesi dal decesso della quindicenne e di sua madre non si conoscono ancora le cause del decesso delle due donne di Pietracatella. Esami condotti a Pavia, a Bologna e in Svizzera e inchiesta ancora in corso per capire cosa abbia causato la tragedia


CAMPOBASSO. Madre e figlia morte per una tossinfezione della quale, a quasi due mesi dalla tragedia di Pietracatella, non si conoscono ancora le cause del decesso.

Nessuna traccia di veleno, almeno tra quelli più noti e potenzialmente letali, è stata finora trovata dalle analisi condotte sul sangue di Sara Di Vita, 15 anni, e di Antonella Di Ielsi, 50 anni. Campioni ematici che sono stati analizzati dall’Istituto tossicologico e antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia, ma anche in centri specializzati in Svizzera e a Bologna.

Secondo quanto trapela sono stati effettuati decine e decine di test per rintracciare o escludere eventuali sostanze tossiche che potrebbero aver contaminato i cibi e le bevande consumate nell’abitazione dei Di Vita, il 23 dicembre, quando a consumare i pasti c’erano Sara, Antonella e il padre e marito delle due donne Gianni Di Vita. Assente invece l’altra figlia Alice, di 19 anni.

Ma al momento non sarebbe emerso nulla in grado di dare una risposta alla morte repentina e inspiegabile della due donne, che erano andate al Pronto soccorso dell’ospedale ‘Cardarelli’, il 25 e il 26 dicembre, con gravi sintomi gastrointestinali. Le loro condizioni erano poi precipitate, fino al decesso, a poche ore di distanza l’una dall’altra. Prima Sara, morta il 27 dicembre, il giorno successivo Antonella. I risultati degli esami e la relazione stilata dal professor Carlo Locatelli, responsabile del ‘Maugeri’ e consulente della Procura di Campobasso, dovrebbero arrivare nei prossimi giorni e allora il quadro sarà più chiaro.

Analisi sul sangue che procedono di pari passo a quelle condotte dall’Istituto zooprofilattico Abruzzo e Molise sui 19 tra alimenti e preparati sequestrati nella casa dei Di Vita e nell’appartamento della nonna paterna, nello stesso stabile di Pietracatella. Risposte più precise potrebbero però arrivare entro fine marzo dall’autopsia, svolta a Campobasso il 31 dicembre e dal successivo campionamenti sugli organi effettuato a Bari il 28 gennaio, sempre a cura della dottoressa Benedetta De Luca, medico legale incaricato dalla Procura, i cui esiti saranno incrociati con la storia clinica delle due donne.

Nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Campobasso e condotta dalla Squadra Mobile, restano iscritti tre medici del Pronto soccorso del ‘Cardarelli’ e due medici di Guardia medica, con l’indagine finalizzata ad accertare se, dal punto di vista sanitario, tutto è stato svolto nel modo giusto.

Tutte le piste, continuano a ribadire fonti investigative, restano aperte, con le indagini che potrebbero seguire una strada più precisa una volta arrivati i risultati definitivi delle analisi di laboratorio e dell’autopsia. Nel frattempo la tragedia di Pietracatella resta un giallo, di cui continua a interessarsi la stampa e l’opinione pubblica nazionale.


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