Sicilia

Missili su Israele: sirene e boati nel centro di Tel Aviv. I Pasdaran: braccheremo e uccideremo Netanyahu. La diretta

Nuova escalation nel conflitto in Medio Oriente. Nella notte che segna l’inizio della sedicesima giornata di guerra, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno riferito di aver intercettato numerosi droni e missili lanciati dall’Iran o da gruppi a esso collegati. Le difese aeree dei Paesi del Golfo sono state attivate in diverse aree, mentre continuano anche gli attacchi contro Israele.

Sirene d’allarme e forti boati nel centro di Tel Aviv

Le sirene d’allarme sono scattate a Tel Aviv e nel centro di Israele per un lancio di missili dall’Iran. Si sentono forti boati nel centro della città, come constata l’ANSA sul posto.

Droni intercettati in Arabia Saudita

Il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato e distrutto almeno 12 droni nelle ultime quattro ore, diretti in particolare verso Riyadh e le regioni orientali del Paese. In precedenza le autorità saudite avevano comunicato l’abbattimento di sette droni nelle stesse aree. Gli attacchi si inseriscono nel quadro dell’escalation militare che coinvolge diversi attori regionali.

Emirati Arabi Uniti sotto attacco: incendio a Ruwais

Anche negli Emirati Arabi Uniti le difese aeree sono entrate in azione contro missili balistici, droni e aerei da ricognizione. Il Ministero della Difesa di Abu Dhabi ha spiegato che i rumori uditi in varie zone del Paese sono stati causati dalle operazioni di intercettazione dei sistemi di difesa aerea e dei caccia militari. Un drone ha colpito un impianto petrolifero nella zona di Ruwais, provocando un incendio. Altri velivoli senza pilota sono stati intercettati a Dubai, nelle aree di Marina e Al Sufouh. Le autorità hanno invitato i cittadini a rimanere in luoghi sicuri e a seguire gli aggiornamenti diffusi attraverso i canali ufficiali.

Il Kuwait ha dichiarato di aver abbattuto cinque droni nelle ultime 24 ore. In precedenza le autorità avevano segnalato che alcuni velivoli avevano colpito: i radar dell’aeroporto internazionale del Kuwait la base militare di Ahmad Al Jaber L’attacco ha provocato il ferimento di tre soldati.

I raid missilistici che nelle ultime ore hanno interessato diverse parti di Israele, da nord a sud, hanno avuto come origine sia il Libano sia l’Iran: lo riferiscono diversi media israeliani, tra questi il Times of Israel e Haaretz. Oltre agli attacchi ordinati da Teheran, ce ne sarebbero dunque anche alcuni riconducibili a Hezbollah, spiega la stampa israeliana.
Al momento, non sono state riportate morti legate ai raid più recenti.

I Pasdaran: uccideremo Netanyahu

«L’incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l’instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze». Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall’agenzia Fars.

Il dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie lo ha sottolineato in un comunicato, che recita tra l’altro «Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un’operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie».

«Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l’ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana – scrivono ancora i pasdaran – hanno rivelato la profondità dell’impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv.

Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »