Mondo

Missili, caccia e portaerei: quanto costa davvero agli Usa la guerra in Iran | Tutte le cifre

La guerra in Iran rischia di presentare un conto molto salato a Donald Trump. Secondo una stima del Center for Strategic and International Studies pubblicata giovedì e riportata dalla CNN, le prime 100 ore della campagna militare contro Teheran — denominata Operation Epic Fury — sono costate circa 3,7 miliardi di dollari, ovvero quasi 890 milioni al giorno. Solo una piccola parte di questa cifra è già prevista nel bilancio del Pentagono: circa 196 milioni di dollari di costi operativi, mentre oltre 3,5 miliardi non sono attualmente coperti e potrebbero richiedere nuovi stanziamenti del Congresso.

Le stime si basano sulle poche informazioni diffuse dal dipartimento della Difesa, che a differenza di precedenti campagne in Medio Oriente ha fornito aggiornamenti molto limitati. I costi sono suddivisi in tre categorie principali: operazioni militari, munizioni utilizzate e perdite di equipaggiamento.

Quanto costano le operazioni militari

Le operazioni aeree rappresentano la voce principale delle attività quotidiane. Secondo il CSIS, oltre 200 caccia stanno partecipando alla campagna, tra velivoli stealth come F-35 e F-22 e aerei come F-15, F-16 e A-10, oltre ai caccia imbarcati sulle portaerei. Solo l’impiego degli aerei basati a terra è costato circa 125,2 milioni di dollari nelle prime 100 ore, con una spesa aggiuntiva di circa 30 milioni al giorno. Stime che ovviamente potrebbero variare se le forze con l’invio di nuovi assetti nella regione.

Anche la presenza navale è significativa: due portaerei, 14 cacciatorpediniere e tre navi per il combattimento costiero operano tra Golfo Persico, Mar Arabico e Mediterraneo orientale. Il funzionamento della flotta nelle prime 100 ore è costato 64,5 milioni di dollari, con un incremento stimato di circa 15,4 milioni per ogni giorno di operazioni.

Il peso di munizioni e perdite di equipaggiamento

La voce di spesa più pesante resta però quella delle munizioni, che da sola vale circa 3,1 miliardi di dollari. In meno di quattro giorni gli Stati Uniti hanno usato oltre 2.000 ordigni, tra missili da crociera Tomahawk, missili aria-terra e bombe guidate. I primi attacchi hanno utilizzato soprattutto armamenti a lungo raggio molto costosi — un Tomahawk può costare fino a 3,6 milioni di dollari — ma con l’indebolimento delle difese aeree iraniane gli Stati Uniti stanno progressivamente passando a munizioni più economiche, come le bombe JDAM.

Una parte rilevante delle spese deriva anche dalla difesa contro missili e droni iraniani. Secondo il Pentagono, Teheran ha lanciato circa 500 missili balistici e 2.000 droni. Il costo degli intercettori utilizzati nelle prime 100 ore è stimato intorno a 1,7 miliardi di dollari, anche se una parte consistente dello sforzo difensivo è stata sostenuta da alleati regionali come Qatar, Bahrain, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.

Infine ci sono le perdite di equipaggiamento. Finora sono limitate ma non trascurabili: l’unica perdita confermata riguarda tre caccia F-15 abbattuti per errore da fuoco amico sopra il Kuwait. Il loro rimpiazzo costerà circa 309 milioni di dollari, dato che un F-15EX ha un prezzo di circa 103 milioni e la produzione richiede fino a tre anni. A questi si aggiungono circa 50 milioni di dollari di danni a infrastrutture militari colpite da missili e droni iraniani in Kuwait e Qatar.

Non è chiaro, nota ancora la Cnn, quanto possa durare il conflitto, sia Donald Trump che il segretario della Difesa Pete Hegseth si sono limitati a

dire che le operazioni proseguiranno finché la Casa Bianca lo riterrà opportuno. Ovviamente i costi potrebbero aumentare a dismisura in caso di Boots on the ground, anche se questa ipotesi per il momento resta molto remota.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »