«Miope attaccare l’Ets», 150 economisti e scienziati scrivono al governo: Niscemi metafora di un’Italia a rischio
«Niente di più miope che attaccare il sistema ETS mentre l’Italia frana. Niscemi drammatica metafora di un intero Paese a rischio». Un gruppo di 150 studiosi di scienza del clima e di transizione energetica ha rivolto un appello al governo affinché non indebolisca gli strumenti europei di decarbonizzazione e rafforzi le politiche di adattamento.
Al centro della lettera aperta, il richiamo alla necessità di affrontare la crisi climatica con misure fondate sulla scienza e orientate al lungo periodo. Tra i primi firmatari figurano anche il premio Nobel per la Fisica 2021 Giorgio Parisi e l’economista Carlo Carraro.
«Il disastro di Niscemi», scrivono, «appare a molti come la drammatica metafora di un intero Paese a rischio. Non a caso, da anni l’ISPRA colloca l’Italia ai primi posti in Europa per l’esposizione al rischio di frane».
«Non è pessimismo, ma realismo scientifico: l’Italia dovrà affrontare un rischio crescente di disastri climatici», afferma Antonello Pasini (CNR-IIA). Nel mirino degli studiosi le recenti prese di posizione critiche nei confronti del sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS), considerato uno degli strumenti cardine della politica climatica dell’Unione europea.
«L’attacco del governo al sistema ETS rischia di indebolire una politica che ha già dimostrato di ridurre le emissioni nei settori regolati, stimolare innovazione e accompagnare la transizione industriale a costi sostenibili. Per questo non ha senso presentarlo come un ostacolo per imprese e famiglie», sottolinea Stefano Caserini (Università di Parma).
Secondo gli esperti, rallentare la decarbonizzazione renderebbe il Paese subalterno alle parti meno innovative dell’industria, con effetti strutturalmente negativi sulla competitività. «Innovazione e competitività sono oggi indissolubilmente legate alla decarbonizzazione», afferma Carlo Carraro (Università Cà Foscari Venezia). La lettera richiama infine la necessità di dare piena attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e di rispettare gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2050 e intermedi al 2040, già approvati anche dall’Italia in sede comunitaria.
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