Marche

«Mio nipote di 17 anni ha paura a girare da solo per il centro»

Non è una città insicura. Proprio per questo, facciamo in modo che non lo diventi. Chiamateli bulli, maranza, vigliacchi: Ancona si sta riempiendo di questi balordi che pensano di dominare il centro, e un po’ lo fanno. Ma solo la sera, quando cala il buio, la città si svuota e in giro non c’è più nessuno. Nemmeno le forze dell’ordine. Qualche anno fa, quando le baby gang avevano cominciato a far paura, l’allora questore allestì un presidio fisso di polizia in piazza Roma, dalle 18 a oltranza, nei weekend e non solo. Funzionò: i teppistelli alzarono i tacchi e sparirono dalla circolazione. Perché non riprovarci? I controlli ci sono, ma non bastano. Specie se evaporano al calar del sole. E invece, statisticamente, è proprio la sera tardi, nei festivi (e non) che si scatena la bagarre nei salotti dorici. E quindi è proprio in quelle ore che bisogna rafforzare la vigilanza. Ma vi pare normale che un ragazzo di 17 anni, nipote di uno dei più alacri ristoratori della città, debba aver paura a girare per il centro da solo, dopo averle prese senza motivo da un drappello di maranza? Il diritto alla sicurezza di un adolescente è un diritto di tutti noi. E allora, Prefettura, Questura, Comune, battete un colpo: prendeteli, puniteli, piazzate in centro la polizia, i carabinieri, l’esercito se serve. Perché Ancona era e resta sicura, lo sappiamo. Ma fino a quando? 
 

Intervista a Gianluca Lombardo: «Minacce e schiaffi, mio nipote di 17 anni ora ha paura in centro»

«Hanno preso di mira anche mio nipote di 17 anni, i bulli. L’hanno spinto e schiaffeggiato, gli hanno fatto volare gli occhiali. Poi qualche giorno dopo li ha incontrati di nuovo e l’hanno minacciato. Adesso ha paura ad andare da solo in centro».

Gianluca Lombardo, titolare del ristorante Zenzero: perché lo fanno?

«Per divertimento, suppongo. Fanno i grossi. È un gruppetto di una trentina di ragazzini che girano per la città. Avvicinano dei coetanei a caso, li accerchiano. Aspettano la reazione. E impongono la loro legge».

A suo nipote che è successo?

«Circa tre settimane fa hanno attirato lui e i suoi amici in un vicolo di corso Mazzini. Per fortuna non gli è successo niente di grave, ma ha preso qualche calcio e degli schiaffi. Non aveva fatto nulla. La settimana dopo li ha incrociati di nuovo e si è allontanato per evitare il peggio. Sa, questa è gente strafottente. E adesso in centro non ci viene più, se non accompagnato».

Non è accettabile.

«No. E dopo la rissa che è capitata ieri (sabato, ndr) sotto i miei occhi, c’è da preoccuparsi seriamente».

Ha visto cosa è accaduto?

«Siamo usciti dal ristorante quando abbiamo sentito rumore di bottiglie, se le stavano lanciando. Poi c’è stata la colluttazione e per fortuna è intervenuta una guardia giurata a dividerli. Avranno avuto 16-17 anni».

Cosa chiedete?

«Una pattuglia fissa in piazza Roma. Non si tratta di militarizzare il centro, ma di dare più sicurezza. Non c’è un ambiente sano. Sembra una città abbandonata, dobbiamo riappropriarcene».




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