“Mio fratello. Tutta una vita con Peppino” di Giovanni Impastato all’I.C. Olcese
L’Istituto Comprensivo Olcese lunedì 2 marzo 2026 alle ore 16.00, presso il teatro del plesso di via del Pergolato 112 ospiterà per un incontro aperto al quartiere in cui Giovanni Impastato presenterà il libro “Mio fratello. Tutta una vita con Peppino” .
L’evento è organizzato dall’I.C. Olcese, a cura della prof.ssa Francesca Maria Elia, con la collaborazione della referente di plesso prof.ssa Valentina Galera.
Modera Vincenzo Luciani, Direttore del giornale “Abitare A”
Saluti istituzionali:
Giammarco Amoroso, Dirigente Scolastico
Cecilia Fannunza, Assessore al V Municipio
Francesca Mea, Presidente Consiglio d’Istituto
Maurizio Moretti, Referente per il CIP (Centro Iniziativa Popolare Alessandrino)
L’AUTORE
Giovanni Impastato è nato a Cinisi nel 1953, è il fratello minore di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978. Ne ha raccolto l’eredità e portato avanti la lotta. È tra i fondatori di “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato”, impegnata nella sensibilizzazione e nel contrasto alle mafie.
IL LIBRO
Un racconto che si dipana a partire da un comune della città metropolitana di Palermo, Cinisi, e da una famiglia di agricoltori legati alla mafia locale: il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, e suo cognato, Cesare Manzella, ucciso in un attentato, era il capomafia del paese, uno dei boss che per primi individuarono nel traffico di droga il nuovo strumento di accumulazione di denaro e potere. È in questa famiglia che nasce Peppino, e cinque anni più tardi anche Giovanni, dopo che un altro fratello che portava lo stesso nome era morto ancora piccolissimo.
È da qui che si sviluppa la vicenda rivoluzionaria, drammatica, coraggiosa e libera del ragazzo destinato a diventare il più contagioso degli attivisti della lotta antimafia. Una storia che non si interrompe affatto con l’uccisione di Peppino, ma che continua per altri quarant’anni intrecciandosi a quella del nostro Paese, e disvelandone spesso complicità e opacità.
Quella storia Giovanni l’ha vissuta tutta, camminando con Peppino ben oltre i cento passi che per convenzione distanziavano la loro casa da quella di Gaetano Badalamenti, ‘u ziu Tano. Invecchiando, lui sì, mentre Peppino, suo fratello maggiore, restava per sempre ragazzo. Ma quei passi ora sono diventati milioni.
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