Umbria

Ministero torna alla carica in Umbria su dimensionamento scolastico. Secco no della Regione

Il ministero dell’Istruzione rimette alla Regione Umbria la questione del dimensionamento della rete scolastica dopo la sentenza del Tar che ha annullato il piano imposto dal commissario ad acta. Ma da Palazzo Donini arriva una risposta netta: la Regione ritiene di non dover riaprire il procedimento e ribadisce che la responsabilità della situazione ricade sul Governo, che aveva scelto la strada del commissariamento.

È questa la posizione espressa dall’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli dopo la comunicazione con cui il ministero dell’Istruzione , prendendo atto della sentenza del Tar dell’Umbria, invita la Regione ad adottare nuovi provvedimenti sul dimensionamento scolastico.

«Abbiamo ricevuto la nota con cui il ministero, dopo la sentenza del Tar dell’Umbria che ha annullato il dimensionamento voluto dal commissario ad acta, rimette alla Regione l’adozione di nuovi provvedimenti sul dimensionamento scolastico. Una lettura che non condividiamo perché la sentenza non impone l’avvio di un nuovo procedimento, ma conferma gli errori fatti nel percorso scelto dal ministero con il commissariamento», afferma Barcaioli.

La vicenda si inserisce nel contenzioso che da mesi contrappone Regione e ministero sul piano di riorganizzazione della rete scolastica umbra. Come raccontato nei precedenti sviluppi della vicenda, il Tar dell’Umbria aveva accolto il ricorso presentato dalla Regione, annullando il provvedimento con cui il commissario ad acta aveva ridefinito il numero delle autonomie scolastiche regionali. Una decisione che il ministero ha scelto di non impugnare davanti al Consiglio di Stato, facendo così diventare definitiva la sentenza per quanto riguarda l’annullamento dell’atto commissariale.

Secondo l’assessore, tuttavia, il fatto che il provvedimento sia stato annullato non significa che la Regione debba predisporre un nuovo piano di dimensionamento.

«Fin dall’inizio abbiamo sostenuto che l’Umbria non avesse bisogno di un nuovo dimensionamento della rete scolastica. Lo dicevano i dati e lo confermavano le esigenze dei territori e delle comunità educanti. Il Governo ha invece scelto di sostituirsi alla Regione attraverso il commissariamento, imponendo un ridimensionamento della rete scolastica anche dove non ve n’erano le condizioni. Ora, però, non può trasferire sulla Regione le conseguenze di una scelta che non abbiamo condiviso e che il giudice amministrativo ha censurato».

Con l’avvicinarsi dell’inizio dell’anno scolastico 2026-2027, Palazzo Donini punta ora su una soluzione transitoria per evitare nuovi cambiamenti organizzativi nelle scuole.

«Di fronte all’avvio ormai prossimo dell’anno scolastico 2026/2027 serve una soluzione responsabile, capace di garantire stabilità alle scuole umbre. Per questo abbiamo proposto di assicurare comunque le 131 autonomie scolastiche, mantenendo il contingente di 130 dirigenti scolastici attraverso il ricorso a una reggenza, in attesa della definizione del contenzioso davanti al Consiglio di Stato. È la soluzione che consente di tutelare studenti, famiglie e personale scolastico, evitando ulteriori modifiche organizzative a pochi mesi dall’inizio delle lezioni, sia a Città di Castello sia nel territorio ternano».

La proposta della Regione prevede quindi di mantenere inalterata l’attuale rete delle 131 autonomie scolastiche, pur con un contingente di 130 dirigenti scolastici, ricorrendo temporaneamente a una reggenza. Infine, Barcaioli avverte che, qualora il Ministero decidesse di non accogliere questa soluzione, la responsabilità delle conseguenze ricadrebbe sul Governo.

«Se il Ministero non riterrà di accogliere questa proposta, dovrà assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e valutare le conseguenze della sentenza del Tar. La Regione continuerà a difendere il sistema scolastico umbro sulla base dei dati e delle necessità dei territori».

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