Lazio

minacciavano coppia di amici per la perdita di alcuni motocicli

Un’amicizia di lunga data tra due famiglie si sarebbe trasformata in un incubo fatto di minacce, violenze e richieste di denaro.

È quanto emerso da un’indagine della Polizia di Stato che ha portato il gip del Tribunale di Velletri a disporre la misura degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di due fratelli accusati di estorsione aggravata.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i fatti risalgono al gennaio 2025 e avrebbero avuto origine dalla presunta sparizione di due motocicli.

Il pretesto degli scooter

Uno dei due indagati, detenuto all’epoca per altri reati, avrebbe ritenuto responsabili della perdita dei mezzi alcuni conoscenti, legati da rapporti di amicizia anche familiare. Da qui sarebbe partita la richiesta di un risarcimento ritenuto del tutto sproporzionato: 8.300 euro.

Le pretese economiche si sarebbero fondate su due episodi distinti: uno scooter lasciato in strada dalle presunte vittime perché privo di targa e non riconosciuto come mezzo degli indagati, e un motociclo precedentemente prestato che era stato sequestrato durante un controllo delle forze dell’ordine.

immagine di repertorio

La “paghetta” settimanale e le violenze

Nel corso dei mesi successivi, le persone offese sarebbero state costrette a consegnare somme di denaro a cadenza regolare, una sorta di “paghetta” settimanale, per evitare ritorsioni. In caso di ritardi o mancati pagamenti, sarebbero scattate minacce e aggressioni.

Secondo gli investigatori, il fratello detenuto avrebbe continuato a impartire istruzioni e pressioni telefoniche dal carcere, mentre l’altro, in libertà, avrebbe messo in atto azioni intimidatorie e violente.

I versamenti si sarebbero interrotti solo dopo l’intervento di un terzo fratello delle vittime, che avrebbe deciso di saldare il debito residuo per porre fine alla situazione.

Nel frattempo, però, le segnalazioni avevano già attivato l’attività investigativa della Polizia, che ha raccolto elementi ritenuti sufficienti per delineare un quadro estorsivo continuato.

Il provvedimento del GIP

Alla luce delle risultanze, il gip ha disposto per entrambi gli indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, ritenendo concreto il rischio di reiterazione del reato e di ulteriori pressioni sulle vittime.

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