Basilicata

Mimmo Varrà e il ruolo del direttore sportivo in Calabria

Un ds vecchia maniera, molto apprezzato e con tante richieste fra i Dilettanti. «Il calcio è cambiato, ma io rimango una certezza». E ne ha per tutti: dirigenti, allenatori e giornalisti

Se pensi al ruolo del direttore sportivo in Calabria il primo nome che ti salta subito in mente è quello di Mimmo Varrà. Un ds esperto, navigato, mai banale, puntualmente imprevedibile. Sarà un caso, ma le sue trattative raramente escono allo scoperto. Anche perché non ama andare per le lunghe. O dentro o fuori. Giusto due minuti per chiudere l’intesa. Non di più. Unico nel suo genere. Dopo un periodo di pausa, ha ritrovato il campo, perché lui è tutti i giorni all’allenamento. Anche per questo ha un modo diverso di interpretare il ruolo. In poco tempo, con il mercato chiuso, ha rivoltato l’organico del Soriano Fabrizia. Tutti aspettavano l’arrivo di dicembre, ma lui la squadra l’ha rimodulata prima. E adesso i rossoblù hanno una precisa identità, con elementi funzionali al progetto. Proprio con Mimmo Varrà facciamo una lunga chiacchierata toccando tanti aspetti. E come al solito non fa sconti ad alcuno.

Il ritorno di Mimmo Varrà, direttore sportivo “senza giacca e cravatta”

Poco tempo fa si era interrotto il rapporto fra il direttore sportivo Mimmo Varrà e il Soriano Fabrizia. Ma come sovente avviene, il passare del tempo appiana ogni divergenza. «Era per me un momento delicato – dice in merito – e sicuramente in quel periodo la lontananza dal campo, essendo io a Roma tutta la settimana, ha fatto rompere qualcosa. Io devo vivere la settimana a modo mio, appunto sul campo. Quindi mi sentivo come un leone in gabbia, potendo essere presente solo la domenica. Da qui qualche divergenza, dettata solo dallo stress e dalla lontananza. Adesso che ho la possibilità di essere presente tutti i giorni, posso fare quello che mi viene meglio». Con la dirigenza del Soriano Fabrizia «tutto risolto con tutti. Fra persone intelligenti basta poco, anche un semplice abbraccio, come è accaduto con il presidente Enzo Morabito. Con l’altro presidente Gianni Monardo invece fin da subito avevamo riallacciato i rapporti. Non a caso ci sentivamo spesso». Varrà quindi sul campo, un direttore «senza giacca e cravatta» come ama definirsi. E fra poco ci spiegherà anche cosa vuol dire essere un direttore sportivo a 360 gradi.

Mimmo Varrà e il ritorno a Soriano per risollevare la squadra

Ha rivoltato l’organico a campionato in corso, prendendo calciatori funzionali al progetto. Ha corretto gli errori del passato «sui quali non voglio tornare, anche se sono convinto che qualcuno abbia approfittato della bontà dei dirigenti del Soriano Fabrizia. Gente che lavora tutta la settimana e che non ha tempo per badare ad altro». C’era bisogno di Varrà, allora, sia dal punto di vista tecnico, sia umano. Perché le competenze calcistiche sono enormi, gli agganci sterminati (arriva ovunque per avere notizie di un calciatore). Ma poi il ds rosarnese è un motivatore nato. Come sempre bastone e carota con i calciatori, ma guai a chi glieli tocca!

Il rapporto con i calciatori

«Confesso di non aver dormito la notte, prima di prendere certe scelte. Ma le squadre non si costruiscono con il cuore. Ho dovuto rimediare a qualche errore evidente nella costruzione della rosa. Ho la fortuna di poter avere al mio fianco elementi esperti quali Clasadonte e Condomitti. Assieme – aggiunge Mimmo Varrà – abbiamo superato anche dei momenti di sconforto che non sono certo mancati. Con loro due l’intesa è immediata. Entrambi sono “vecchio stampo” e sanno cosa occorre per far funzionare uno spogliatoio. Il gruppo per me è fondamentale e sono contento di avere questi ragazzi, con i quali provare a fare qualcosa di importante nel girone di ritorno». Non ama parlare dei singoli, ma fa uno strappo alla regola per dire che «un attaccante come Florez non lo cambierei con nessuno».

La figura del direttore sportivo

Oggi ci si improvvisa a fare il ds. Certi allenatori fanno le squadre. Altri dirigenti pensano di saperne di mercato. E così si crea il caos, alimentato dai procuratori. «In tanti non comprendono l’importanza del ruolo – dice il direttore sportivo Mimmo Varrà – e lo confondono con quello del direttore generale, che è tutt’altra cosa. Il ds, per come lo intendo io, deve saper annusare anche l’aria che si respira nello spogliatoio, per capire subito cosa c’è che non va. È per questo che io sono sempre al campo, per poter svolgere al meglio questo compito». Da parte di Varrà un apprezzamento «per quelle società che si affidano a gente competente. Penso al Trebisacce, dove sta facendo benissimo Rugiano, oppure alla DB Rossoblù dove opera Provenzano. Un altro ds che interpreta bene questo ruolo è Francesco Ascone». Per il resto «tanta improvvisazione, per un ruolo delicato, importante, che richiede competenza a tutti i livelli». Altrimenti «si prendono pacchi colossali e si sfora il budget, rischiando di affondare». Perché «di procuratore seri in giro ce ne sono, ma esistono anche truffatori e lestofanti». E comunque «portare lo sponsor magari aiuta il club, ma svilisce la figura del direttore sportivo».

Gli allenatori e i giovani

Il direttore sportivo Mimmo Varrà evidenza un problema fra i Dilettanti. Si tratta della mancanza di coraggio dei tecnici nel dare fiducia ai giovani. «Gran parte degli allenatori – afferma – ragiona alla stessa maniera, purtroppo. In molti, se giocano con un under in più rispetto a quello previsto dal regolamento, sembra quasi che abbiano fatto un miracolo. Io stimo chi fa giocare le squadre senza distinguere fra over e under». A proposito di giovani «attualmente i giovani che abbiamo qui al Soriano Fabrizia e quelli che ha la Virtus Rosarno sono i migliori in circolazione». E quindi «grande fiducia nei miei under, tutti, nessuno escluso. Non li cambierei con altri. Ho già parlato con mister Crucitti: troveremo il modo di dar loro lo spazio che meritano. Il tecnico va compreso: è arrivato in una situazione difficile».

L’informazione e la credibilità che sta venendo meno

Il ds del Soriano Fabrizia parla anche del mondo dell’informazione. «Quando vedo un’edicola divento triste. Siamo condizionati, purtroppo, dai tempi moderni. Non ho nulla contro i social, sia chiaro. Ma ai miei tempi le partite le raccontavano solo coloro che le andavano a vedere. Adesso c’è chi scrive senza sapere nulla di quello che accade in campo. Magari si fa raccontare la partita dal dirigente di turno. Questa è serietà? Questa è credibilità? Sia chiaro, ci sono delle eccezioni, ma il livello è basso per colpa di coloro i quali gettano discredito sulla categoria». Poi aggiunge: «Mi è capitato di leggere nei Top 11 giocatori di movimento in porta, oppure altri che neppure hanno giocato. Vengono dati dei voti ai calciatori senza neppur aver visto la partita. Questo è giornalismo?». E poi: «La professionalità e l’etica impongono di trattare alla stessa maniera sia chi ti sta simpatico, sia chi ti sta antipatico».

Il campionato di Eccellenza

Il ds rossoblù parla del torneo di Eccellenza: «La Dgs Praia Tortora è quella meglio strutturata e mi ha molto ben impressionato sul piano del carattere. Per quanto riguarda il gioco espresso, il Trebisacce è la migliore squadra. Mi aspettavo qualcosa in più da parte della DB Rossoblù, ma si sta riprendendo». E il Soriano Fabrizia? «Parlo della mia gestione e dico di essere orgoglioso di quanto fatto dallo staff tecnico e dalla squadra, ma nel 2026 mi aspetto di più». A proposito di Soriano: «La squadra allestita due stagioni addietro, che arrivò anche a comandare la classifica, con un paio di ritocchi, oggi avrebbe dominato il campionato. E anche l’organico attuale, se presente dall’inizio, si ritroverebbe molto in alto. Ditemi voi, per esempio, che può vantare un centrocampo come il nostro».

La società del Soriano Fabrizia

L’ultimo pensiero del direttore sportivo Mimmo Varrà è rivolto alla società del Soriano Fabrizia: «È un club cresciuto molto. Ci sono diverse figure nei posti giusti da fare invidia a società di categoria superiore. Apprezzo molto l’impegno di tutti coloro i quali, a qualsiasi titolo, collaborano per migliorare in ogni aspetto questo sodalizio. Un pensiero particolare a Francesca Monardo e alla sua cugina omonima, sempre più vicine alla squadra. Una presenza essenziale. Lo stesso vale per la segretaria Concetta Di Lorenzo. Abbiamo una società formata da gente perbene, che vive il calcio con passione e porta avanti questa realtà con orgoglio in situazioni difficili, a cominciare dal campo sportivo. Ma io sono fiducioso e spero che si possa fare ancora meglio. Soriano, assieme agli amici di Fabrizia, merita tutto il bene possibile».

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