Società

Milleproroghe, emendamento prevede più posti per i Dirigenti e rivede le quote di assunzione: 50% da concorso ordinario e 50% da corso intensivo

Un emendamento al decreto Milleproroghe, a prima firma Giorgia Latini, vice presidente della Commissione Cultura alla Camera e deputata della Lega, all’articolo 6 del disegno di legge n. 2753, propone di modificare i criteri per le immissioni in ruolo dei dirigenti scolastici, riequilibrando le percentuali tra i vincitori del concorso ordinario e coloro che hanno superato il corso intensivo previsto dal decreto-legge 198/2022.

Nuove quote: parità tra le due procedure

Il nuovo comma 6-bis stabilisce che, a partire dalle prossime assunzioni, la distribuzione dei posti disponibili sarà effettuata in parti uguali: il 50% dei posti sarà destinato ai candidati del concorso ordinario bandito con il D.M. 194/2022, mentre il restante 50% andrà ai soggetti che hanno completato il corso intensivo di formazione e sono inseriti in coda alla relativa graduatoria di merito. Viene quindi superato il precedente schema che prevedeva un rapporto 60% – 40%, a favore del concorso ordinario.

La misura si inserisce nelle facoltà assunzionali già previste dalla normativa vigente e, secondo la relazione tecnica allegata, non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, trattandosi di una semplice rimodulazione delle percentuali tra graduatorie già esistenti.

Valgono anche i posti in reggenza

Un’ulteriore novità arriva con il comma 6-ter: per l’anno scolastico 2026/2027, ai fini delle immissioni in ruolo, sarà possibile conteggiare anche le disponibilità di posti attualmente assegnati in reggenza. Si tratta di un ampliamento del bacino di posti su cui poter effettuare le nomine a tempo indeterminato.

Una misura che, se accolta, condurrebbe ad un aumento delle nomine a tempo indeterminato che può aumentare il numero effettivo di dirigenti scolastici titolari e mitigare parzialmente gli effetti del dimensionamento in termini di accorpamenti e incarichi provvisori.

Questo secondo intervento, a differenza del primo, potrebbe comportare un impatto economico, poiché le reggenze, che normalmente implicano incarichi temporanei a costo invariato, verrebbero sostituite da posizioni a tempo indeterminato. La relazione tecnica ne evidenzia la portata ma rinvia ad appositi meccanismi di copertura finanziaria per la quantificazione dei maggiori oneri.


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