Milano Cortina 2026: tutta la tecnologia che ci sta dietro
Le Olimpiadi non sono solo il palcoscenico di record ed emozioni che tengono incollati allo schermo, ma anche un laboratorio a cielo aperto che ha anticipato il futuro della tecnologia: dal cronometro elettrico del 1932 di Omega e il primo slow motion del 1968, alle trasmissioni a colori e i replay istantanei degli anni ’60-’80, fino all’uso di GPS, droni e sensori nelle attrezzature sportive negli ultimi decenni.
Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 non faranno eccezione: saranno un banco di prova decisivo per soluzioni che potrebbero cambiare il modo in cui costruiamo, monitoriamo e raccontiamo i grandi eventi. Un esperimento che va ben oltre le due settimane di gare, ma un tentativo di dimostrare che, se ben gestita, la tecnologia può rendere i grandi eventi non solo più spettacolari, ma anche più sostenibili, trasparenti e utili alla collettività.
Cantieri che si guardano allo specchio (digitale)
Partiamo dalla fase preparatoria. La Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 sta utilizzando tecnologie di digital twin – modelli virtuali sincronizzati con sensori – per tenere sotto controllo ogni aspetto dei cantieri. In pratica, significa che un cantiere alpino a 2000 metri di quota non è più solo cemento e acciaio: è un ecosistema digitale che trasmette dati in tempo reale su materiali, avanzamento lavori e flussi operativi.
Dai cantieri alle opere storiche come l’Arena di Verona, dove si terranno la cerimonia di chiusura olimpica e l’apertura paralimpica il 6 marzo 2026, anch’essa ricostruita, grazie a sistemi di rilevamento video-scan ad alta definizione che guiderà gli interventi futuri rispettando la delicata stratificazione storica del monumento.
Piste tecnologiche e inclusive
Da Cortina arriva uno dei tasselli più significativi della legacy olimpica: la storica pista Olympia delle Tofane ha completato un upgrade tecnologico che la rende pienamente accessibile anche agli atleti con disabilità. Il lavoro coordinato dal MIT e SIMICO ha riguardato soprattutto le aree di Rumerlo e Ronzous, dove gli impianti elettrici sono stati riprogettati da zero. Un intervento che dimostra come i Giochi possano essere un motore di inclusione concreta. E non è finita qui: a Bormio, sulla leggendaria pista Stelvio, sono state completate le condotte di ghisa per il nuovo impianto di innevamento programmato, che gestirà 3.186 metri di tracciato e quasi 1.000 metri di dislivello. Il vero salto di qualità è nella gestione da remoto: basterà un telefono per avviare e controllare gli impianti, senza più l’uso di quadri manuali.
Sempre a Cortina, presso lo Sliding Centre Eugenio Monti dove si terranno le gare di bob, skeleton e slittino, è stato ideato un sistema di refrigerazione a glicole considerato un unicum mondiale per sostenibilità.
Il broadcast che pensa (con l’intelligenza artificiale)
Il broadcasting di Milano-Cortina 2026 metterà in campo telecamere 8K, riprese da drone e, soprattutto, sistemi di produzione arricchiti dall’intelligenza artificiale. L’AI non si limita a generare replay automatici o inquadrature spettacolari: assiste il regista live nella scelta delle angolazioni, estrae clip salienti al volo e costruisce esperienze multimediali immersive per l’utente finale. In pratica un algoritmo che lavora dietro le quinte per non farci perdere nemmeno un istante cruciale. Tecnologie che giocano un ruolo strategico nell’amplificare la portata globale dell’evento.
Sicurezza predittiva e logistica sotto controllo
Sul fronte sicurezza, niente sovrastrutture invasive. L’approccio è quello della «sorveglianza intelligente»: analisi video distribuite, controlli biometrici nei varchi autorizzati e reti radio crittografate creano un ambiente protetto senza trasformare gli impianti in fortini. L’obiettivo è minimizzare code e tempi di attesa, garantendo al contempo la massima protezione per atleti e spettatori.
Per la logistica, la parola chiave è «previsione». La mappatura dei trasporti – dalle navette alle linee ferroviarie – è integrata nel digital twin urbano e montano. I flussi vengono gestiti in modo predittivo, riducendo percorsi e impatti sui residenti. Anche l’aspetto energetico segue questa filosofia: impianti alimentati da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo programmati sono monitorati con sensori e telemetria continua, per regolare i consumi e garantire continuità operativa nelle fasi critiche.
Un modello replicabile per il futuro
Al di là dei numeri, l’ambizione dichiarata è costruire un modello replicabile per future Olimpiadi. Un sistema dove precisione ingegneristica, telemetria e orchestrazione digitale diventano parte integrante dell’esperienza sportiva. Non più solo «costruire stadi», ma creare ecosistemi intelligenti che si autoadattano e lasciano un’eredità concreta ai territori.
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