Trentino Alto Adige/Suedtirol

Milano Cortina 2026, Giorgia Porroni ha danzato a San Siro nella cerimonia d’apertura dei Giochi – Bolzano



BOLZANO. Volere è potere. L’ennesima conferma arriva da Giorgia Porroni, ventinovenne bolzanina, che venerdì scorso, a Milano, ha partecipato alla bellissima cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Giorgia, però, non era spettatrice. No, lei era una delle centinaia di ballerini che hanno reso indimenticabile l’evento.

«Ballo da sempre, sono anche un’insegnante diplomata, ma non ne ho mai fatto una professione – spiega. – Tutto è partito prima dall’idea di andare a vedere la cerimonia – prosegue Giorgia, che a Bolzano studia da “èDanza” di Elisa Darù -, poi quella di offrire come volontaria visto che si trattava di un evento relativamente vicino e di un’occasione unica. Ma ho scoperto che c’era la possibilità di candidarsi anche come volontario performer, con lo studio Balich di Milano. E così, anche se sapevo che le candidature sarebbero state tantissime, ho presentato la mia domanda».

Giorgia viene contattata e partecipa a una prima selezione. «Sono andata senza grandi illusioni, consapevole che avrebbe potuto risolversi tutto solo con una bella gita a Milano. Ma volevo provarci».E Giorgia viene selezionata. Di più. Non è una delle tante figuranti, ma viene inserita in un gruppo di ballerini affiancato a quello di ballerini professionisti.

«Abbiamo iniziato le prove, numerose, che ci hanno portato sul palco venerdì sera, a San Siro». Il “pezzo” a cui Giorgia partecipa è stato coreografato da Adriano Bolognino ed era dedicato all’incontro/armonia tra montagna e città. Giorgia era parte del gruppo montagna. Le prove vanno avanti per mesi, un passo alla volta, ma è difficile avere il quadro completo anche perché l’organizzazione non fornisce molti dati. Grande è il timore che ci possano essere fughe di notizie sull’evento. Alla fine arrivano i test finali nello stadio.

«Già solo entrare a San Siro è un’emozione fortissima – racconta Giorgia -. Ci sono stata parecchie volte per assistere a concerti ed eventi, ma vederlo così, non dagli spalti, ma da tutta un’altra prospettiva, è stato davvero emozionante. Noi ci siamo esibiti dopo l’Inno d’Italia cantato da Laura Pausini, dopo l’alzabandiera, dopo la sfilata delle modelle in Tricolore, dopo Pierfrancesco Favino che recitava. Non sapevo più dove guardare».

E gli spalti pieni di persone in visibilio. Agitazione? «No, devo dire che l’emozione ha preso il sopravvento». Se timori ci sono stati, sono quelli delle prove. «L’ultima prova, ad esempio, l’abbiamo fatta mercoledì sera, sotto un diluvio. C’erano delle incognite, insomma, ma venerdì sera è andato tutto benissimo».Tante emozioni da portarsi dentro tutta la vita, insomma.




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