Milan, la corsa scudetto parla francese, come nei ‘90. Maignan leader, Nkunku e Rabiot in gol

BOLOGNA – L’ultimo scudetto del Milan parlava francese e portava la firma di Olivier Giroud, autore del gol all’Inter che ha svoltato la stagione. Quattro anni dopo, sono di nuovo i giocatori transalpini a spingere la squadra di Massimiliano Allegri nella corsa scudetto. Fra i migliori in campo al Stadio Renato Dall’Ara, contro un Bologna spento e smarrito, si segnalano tutti i “galletti”: Mike Maignan, fresco di rinnovo fino al 2031, Youssouf Fofana, che ha sfiorato un gol e strappato bei palloni, Adrien Rabiot, uomo assist e autore della rete del definitivo 3-0, e Christopher Nkunku, che si è guadagnato un rigore e l’ha segnato.
Allegri elogia Rabiot e Nkunku
Dopo la partita, Allegri ha speso belle parole per Rabiot, che già allenava alla Juventus: “Questo è il miglior Adrien da quando lo conosco. Deve ancora migliorare qualcosina, perché a volte mi fa arrabbiare, ma lui e Luka Modrić sono un esempio per tutti”. A fare i complimenti a Nkunku ha pensato il connazionale Fofana: “Ha iniziato piano, ma ora è un giocatore di alto livello”. E quando a DAZN gli si è chiesto se questo Milan abbia un’anima francese, si è un po’ nascosto: “Siamo tutti insieme, lo spogliatoio è unito. Stasera era giusto abbracciare Rabiot e Nkunku”.
Una lunga tradizione rossonera francese
Quella fra il Milan e i calciatori francesi è una storia d’amore con radici antiche. Il primo fu Néstor Combin, nel biennio 1969-1971, che segnò all’Estudiantes de La Plata e aiutò così a portare a Milano la Coppa Intercontinentale del 1969, la prima per i rossoneri. Negli anni Novanta è stato il turno di Jean-Pierre Papin, Marcel Desailly, Patrick Vieira, Christophe Dugarry, Ibrahim Ba e Bruno N’Gotty. Sono invece solo una dozzina i francesi che hanno vestito il rossonero dal 2000 in poi, da Philippe Mexès a Jérémy Ménez, fino a Tiémoué Bakayoko. Ma un Milan così francese non si vedeva da almeno trent’anni.
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