Migliavacca Madonna del Conforto
“Facciamo spazio amici, perché vogliamo far arrivare alla nostra tavola gente proveniente da luoghi di guerra, Gaza, l’Ucraina, popolazioni africane, ma possono sedere con noi solo se ci sono da ogni parte in conflitto, anche i nemici tra di loro…e si scopre che se non si è ancora capaci di guardarsi negli occhi si può cominciare a stare alla stessa tavola e scoprirsi, pian piano, diversi, avversari, ma umani”. Queste le parole di monsignor Andrea Migliavacca.
Dopo la messa solenne presieduta questa mattina dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, alle 18 è stato il turno del vescovo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro nel celebrare in Cattedrale ad Arezzo la funzione nel giorno della festa per la Madonna del Conforto. Come da tradizione, numerosi gli aretini che durante l’intera giornata hanno fatto tappa in Duomo per rendere omaggio alla propria protettrice.
La messa di Pizzaballa per la Madonna del Conforto
L’omelia di Migliavacca
“Siamo qui come famiglia, come Chiesa – ha dichiarato il vescovo in apertura della messa solenne – con tanti giovani chierichetti qui presenti. Tutta la comunità si raccoglie per fare festa e metterci sotto lo sguardo di Maria, la Madonna del Conforto, che è capace di portare al Signore le nostre preghiere. La celebrazione per cui siamo qui tutti raccolti ha il sapore e l’atmosfera della letizia, della gioia.
Per fare festa – ha detto – occorre il vino, un vino nuovo, il vino che solo l’avvento del Messia può inaugurare. E nel cuore di tutto c’è Maria, colei che dice: ‘Qualsiasi cosa vi dica, fatela’. Ma per vivere questa gioia occorre sedersi a quella mensa, a quel banchetto e anche, forse, invitare altri. Allora – si è chiesto il vescovo – chi invitiamo a questo banchetto del regno dei cieli?. Ed ecco la risposta: i peccatori, chi è ferito dalla vita, i malati, chi è disabile, gli emarginati, i poveri…ma c’è ancora posto…e allora invitiamo chi è diverso da noi: ci sono stranieri, gente col colore diverso della pelle, immigrati, disgraziati che si avvicinano a noi e allora sì, li facciamo sedere a tavola con noi, e ci ricordano che la vita l’abbiamo per donare, per condividere. Non mancano gli amici, i familiari, ci devono essere per fare festa…e i loro volti da noi amati ci raccontano la storia della nostra vita e la ricchezza dell’amicizia, che è balsamo per la vita.

Quando si siede a tavola Lui allora ci sediamo tutti, così diversi eppure uniti, feriti eppure rinnovati, deboli eppure risorti. Con tutti questi invitati è davvero festa, letizia, gioia, speranza, un mondo nuovo. Ed è la festa della Madonna del Conforto”. Infine l’augurio: “Buona festa della Madonna del Conforto, buona tavolata…con invitati che ci portano il vino nuovo della consolazione e della pace”.
“Un ricordo per il monsignor Riccardo Fontana – ha concluso il vescovo – che in settimana ci ha lasciato, e che dal cielo possa far festa con noi”.
Una settimana intensa
Sono stati sette giorni densi di eventi quelli appena vissuti dalla diocesi aretina e che si sono conclusi con la celebrazione della festa della Madonna del Conforto. Lunedì 9 febbraio la notizia della scomparsa dell’arcivescovo emerito Riccardo Fontana, seguita dalle esequie funebri nel pomeriggio di giovedì. Il weekend è stato segnato dall’arrivo in città del patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa: sabato pomeriggio gli incontri a Rondine e quello a San Francesco, e infine questa mattina la messa solenne in un Duomo gremito di persone.
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