Cultura

Middleman – Following The Ghost

“Following The Ghost” è l’album di debutto dei Middleman, un quartetto londinese che esplora il lato più ruvido e viscerale di un power pop in perenne equilibrio tra presente e passato. Il loro sound, imbevuto di influenze post-punk e grunge, si colloca in uno spazio quasi atemporale, sospeso tra gli anni ’70 e i ’90.

Credit: Bandcamp

Idealmente, potremmo posizionarli proprio nel decennio di mezzo, ovvero quegli anni ’80 in cui dominavano band come Mission Of Burma, Wipers, Dinosaur Jr. e The Replacements. Sono probabilmente questi i riferimenti che hanno plasmato l’immaginario della formazione composta da Noah Alves, Harper Maury, Rory White e Ted Foster.

Volendo attribuire loro un’etichetta, potremmo definirli esponenti di una rinnovata scena college rock; tuttavia, ai Middleman probabilmente non interessano le definizioni troppo strette. Come dimostrano chiaramente in questi intensissimi venticinque minuti, a loro piace spaziare con naturalezza tra melodia ed elettricità. “Following The Ghost” è un disco potente e di grande impatto, dove la distorsione rimane sempre in primo piano senza però mai oscurare l’anima pop dei Middleman: uno spirito genuino e brillante che costituisce la vera spina dorsale dell’opera.

Dal primo all’ultimo secondo non si avvertono cali di tensione. È un’energia misteriosa e antica a guidare i Middleman in questo breve viaggio nelle viscere del power pop più intenso e travolgente, arricchito da brani di grande efficacia come “Distractions”, “The Furthest Place” e “Morning All The Time”.


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