Microsoft si schiera con Anthropic contro il Pentagono
La causa depositata il 9 marzo scorso sostiene quindi che la designazione sia illegittima e ritorsiva. La società richiama il Primo Emendamento, il Quinto Emendamento e l’Administrative Procedure Act, e accusa il governo di avere reagito al rifiuto dell’azienda di ammorbidire le proprie regole d’uso su Claude e non a un rischio tecnico riconducibile alla sicurezza della filiera.
La 10 U.S.C. § 3252, la norma richiamata dal Pentagono, definisce infatti il “supply chain risk” come il rischio che un competitor possa sabotare, alterare o altrimenti compromettere il design, l’integrità o il funzionamento di un sistema coperto. Per Anthropic il Dipartimento della Difesa ha utilizzato una base normativa pensata per proteggere i sistemi coperti da minacce riconducibili ad avversari in un contesto completamente diverso, cioè contro una società americana che continua peraltro a presentarsi come partner della sicurezza nazionale.
Ed è proprio qui che entra in gioco Microsoft. Nel brief depositato a San Francisco, l’azienda di Satya Nadella sostiene che la classificazione operata dal Pentagono colpisce, oltre ad Anthropic, anche i contractor e gli integratori che usano quella tecnologia all’interno di soluzioni più ampie fornite al governo. In particolare, Redmond contesta il fatto che il Pentagono abbia previsto per sé sei mesi per eliminare gradualmente Anthropic dai sistemi già in uso, senza offrire ai contractor un periodo di transizione analogo. Il che costringerebbe i fornitori del governo a riprogettare in fretta componenti già incorporati in tecnologie operative o in fase di distribuzione, introducendo nuovi rischi commerciali e potenziali discontinuità nel supporto alle missioni pubbliche.
La partnership strategica
Lo scorso novembre Microsoft, Nvidia e Anthropic avevano annunciato una partnership strategica che ha portato Claude su Azure e rafforzato l’allineamento industriale tra il cloud di Microsoft e i modelli di Anthropic. Microsoft avrebbe investito fino a 5 miliardi di dollari nella società, mentre Nvidia fino a 10 miliardi. Nei mesi successivi, Redmond ha anche ribadito pubblicamente una strategia “multi-model” per i propri prodotti di intelligenza artificiale, con Anthropic che forniva tecnologie poi incorporate in piattaforme, servizi e ambienti enterprise di uno dei più grandi contractor tecnologici del governo degli Stati Uniti.
L’azione del Dipartimento di Difesa, però, non ha fatto storcere il naso solo a Microsoft. Anche trentasette ricercatori e ingegneri di OpenAI e Google hanno presentato un proprio “amicus brief” a sostegno di Anthropic. Segno che per una parte del settore la possibilità per un’azienda privata di sostenere pubblicamente che esistano usi della propria intelligenza artificiale che non intende autorizzare – senza per questo essere colpita da una misura che ne compromette l’accesso al mercato governativo – è un principio inderogabile.
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