Salute

“Mi sono trovata in una calca pericolosa”. “Nessun ausilio per mia mamma con ridotta mobilità”: le denunce di persone con disabilità alle Olimpiadi Milano-Cortina

Problemi di accessibilità a San Siro in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali, disagi per gli accrediti degli accompagnatori di volontari con disabilità e assenza di ascensore in un parcheggio vicino al Palazzetto del ghiaccio a Santa Giulia oltre alla mancanza di ausili a disposizione per spettatori a ridotta mobilità. Si tratta delle segnalazioni raccolte da ilfattoquotidiano.it sull’accessibilità delle strutture sportive e sui servizi erogati. “I Giochi di Milano-Cortina dovrebbero essere totalmente accessibili e sicuri per le persone con disabilità. La cerimonia di apertura”, denuncia a ilfattoquotidiano.it Lisa Noja, consigliera regionale in Lombardia, “ha evidenziato invece diverse criticità di fruibilità e inclusione a danno in particolare degli spettatori a ridotta mobilità”.

“Chiuso l’ingresso dedicato ai disabili poco prima dell’inizio della cerimonia di apertura”

Noja ha una disabilità motoria e utilizza una carrozzina elettronica per spostarsi. Ha partecipato all’evento di apertura e lo descrive come “esperienza negativa densa di criticità e scarsa attenzione alle esigenze degli spettatori a ridotta mobilità”. Un’esperienza di cui ha parlato anche nelle sue stories su Instagram: “Posti a bordo palco, ma con vetri alti e visuale tagliata“, ha scritto. E non solo. “L’aspetto più grave è stata l’organizzazione dell’ingresso allo stadio”, racconta. “Per ragioni a me sconosciute, credo collegate alla presenza dei capi di Stato, all’ultimo momento è stato eliminato l’accesso alle porte dedicate alle persone con disabilità, per cui l’ingresso era possibile solo immettendosi nella fiumana enorme di persone”. Noja aggiunge che “ero in mezzo ad una calca terribile, davvero pericolosa. Tanto che ho dovuto chiedere aiuto a due poliziotti che hanno cercato di aiutare me ed altre persone con difficoltà di deambulazione a farsi spazio nella massa che spingeva”. “Per un evento pianificato da mesi e mesi”, aggiunge Noja, “rispetto al quale la presenza di autorità era ben conosciuta, trovo che sia un fatto gravissimo di cui qualcuno dovrebbe rispondere. Non ci siamo fatti male per puro miracolo”. Contattato dal Fatto.it l’area Media Relations di Fondazione Milano Cortina 2026 risponde che “innanzitutto ci scusiamo per i disagi” e ammette che “una volta all’interno del perimetro dello stadio, nell’area Front of House, la gestione dei flussi è risultata più complessa nell’ora precedente l’inizio della cerimonia, a causa di modifiche dell’ultima ora sui flussi interni allo stadio. Questo ha generato maggiore congestione in alcune zone della venue, limitando in parte la possibilità di garantire un livello di servizio confortevole e uniforme per tutti gli ospiti”. Gli organizzatori precisano che “nonostante le difficoltà strutturali, in occasione della cerimonia è stato raddoppiato il numero delle persone su sedia a ruote ospitate usualmente allo stadio per gli eventi calcistici. A San Siro”, continuano, “erano presenti cinque varchi per gli spettatori, quattro dei quali dotati di ingresso accessibile (quattro in più rispetto alle partite delle squadre di calcio di Milano). È possibile che, in un momento di particolare affollamento, gli steward non abbiano indicato con precisione la disponibilità di tutti gli altri accessi”.

“Volevo portare mia mamma con ridotta mobilità all’inaugurazione dei Giochi invernali ma non c’erano gli ausili per accompagnarla al suo posto”

“L’accessibilità dovrebbe rappresentare il requisito preliminare dell’inclusione e della partecipazione sociale” sottolinea Federica Rusmini rispondendo a un appello del blogger de ilfattoquotidiano.it Luca Faccio che chiedeva testimonianze dirette sull’accessibilità delle sedi di gara. Rusmini denuncia che “sul sito dei Giochi invernali una FAQ garantisce che ‘in tutte le venue sarà presente un Mobility Center dove richiedere gratuitamente la possibilità di usare una sedia a ruote o altri ausili che saranno a disposizione’, ma la realtà è tutt’altro”. Racconta che voleva “far coronare il sogno olimpico a mia madre con invalidità al 100% di assistere alla cerimonia d’apertura”, così si è recata il giorno prima dell’evento per capire come fare a livello logistico-organizzativo. “Pur essendo gentili nessuno dello staff però mi ha saputo indicare dove poter richiedere l’utilizzo degli ausili alla mobilità, ci serviva nello specifico una carrozzina manuale. Nessuno conosceva neppure dove si trovasse il Mobility Centre e così ho desistito”. Su questo Fondazione Milano Cortina si è limitata ad esprimere “scuse per il disagio arrecato”. Ma non solo, aggiunge Rosmini: “L’acquisto di un biglietto per disabili infine garantisce una sola persona, l’accompagnatore, seduta accanto; famiglie come la mia con una persona disabile, si ritrovano così separate oppure costrette a non partecipare”. La possibilità di avere un solo accompagnatore, va detto, si verifica anche in occasione delle partite di calcio, spettacoli teatrali e concerti.

“Problemi con il pass per mio papà come accompagnatore e non c’era neanche l’ascensore nei parcheggi sotterranei”

Valentina Tius, ragazza 25enne con disabilità motoria, voleva provare una “esperienza unica nella vita come volontaria alle Olimpiadi”. “Non è stato come immaginavo il mio primo giorno ai Giochi invernali presso il Palazzetto del Ghiaccio a Santa Giulia”, racconta Tius. “Arrivati all’ingresso dell’arena non c’era l’accredito di mio papà, nonostante avessimo inviato già ad agosto 2025 tutti i documenti richiesti per ottenere il pass e nonostante mio papà avesse dovuto anche svolgere un corso per la sicurezza tenuto dagli organizzatori. La cosa si è risolta il giorno stesso, altrimenti non mi avrebbero fatta entrare e sarei dovuta andare via”. Sul fatto gli organizzatori dicono che “dispiace per i ritardi nel processo di accreditamento”. C’è stato poi un secondo problema che ha provocato non pochi disagi. “Posteggiata la macchina nel parcheggio sotterraneo ci siamo resi conto”, segnala Tius, “che non c’era neanche un ascensore per salire alla struttura sportiva. Utilizzando una carrozzina era fondamentale per me usare l’ascensore e fortunatamente c’era con noi una ragazza dello staff. Con lei abbiamo girato tutto il parcheggio, provando a vedere se ci fossero uscite alternative, e solo dopo quasi mezz’ora siamo riusciti a trovare un’uscita ma era allo scoperto e pioveva”. “Per le prossime volte”, termina Tius, “l’organizzazione ci ha trovato un altro parcheggio da dove è più facile raggiungere il Palazzetto. Mi domando perché non potevano pensarci prima”. L’ente organizzatore replica ammettendo diversi errori e disservizi per il parcheggio. “Si è trattato di un disguido tecnico informativo, verificatosi al primo accesso. Ai volontari, salvo eccezioni come quella citata, normalmente non è concesso accedere in venue in automobile, ma per permettere alla volontaria di potersi recare nella sede di gara, le è stato fornito un pass auto. Al primo ingresso, tuttavia”, termina l’ente gestore dei Giochi, “non le è stata correttamente indicata l’area per il parcheggio e si è quindi trovata in un parcheggio senza ascensore”.

Il 6 marzo inizieranno le Paralimpiadi. Per quel giorno, almeno a livello di accessibilità, andranno risolti tutti i problemi emersi finora per garantire una totale fruibilità in piena sicurezza.

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