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Mew: «Ho vissuto un periodo buio, stavo a letto tutto il giorno. Ne sono uscita grazie alla terapia, oggi vedo tutto più chiaro e mi sento più leggera»

In Buia racconta di un amore che la appesantiva e che è riuscita a lasciar andare: com’è stato metterlo per iscritto?
«Tosto, ma anche molto terapeutico. La mia terapeuta, quando attraverso dei momenti un po’ pesanti, mi dice di scrivere non per forza canzoni, ma anche lettere o riflessioni. Seguendo quel consiglio riesco sempre a svuotarmi e a stare meglio dopo».

Quando ha capito che un amore poteva farle male?
«La mia primissima relazione è durata cinque anni, ed era con un ragazzo molto più grande di me: avevamo due visioni di vita diverse che, a lungo a dare, mi hanno fatto capire che ci sono diversi tipi di amore. Quello che stavo vivendo con quel ragazzo non era buono. Non sono purtroppo bravissima a scegliermi i compagni di vita, ma ora sento di avere bisogno di mettere da parte gli amori pesanti, fastidiosi, appiccicosi e tossici. Basta! Ho voglia di vivere serena, di avere una persona accanto che sia un plus nella mia vita e non una dipendenza».

Secondo lei è vero che l’amore completa?
«Per come la vedo io, una persona deve essere completa da sé. Io, ad oggi, non sento il bisogno di avere per forza qualcuno vicino, e va bene così. Vorrei che tutti, però, capissero che un compagno deve essere un’aggiunta, una cosa bella che fa parte della tua vita ma che non la completa perché poi, se viene a mancare, sentirai di aver perso una parte di te, ed è sbagliato. Bisogna bastarsi sempre».

Nell’EP parla delle sue paure: di quale si è liberata?
«Della paura di non piacere alle persone. Ho finalmente capito di non poter piacere a chiunque, visto che prima ero ossessionata dal voler essere benvoluta da tutti: non devo essere nessun altro se non me stessa. Leggo talmente tante cose su di me che ormai non mi toccano più: la mia vita va avanti lo stesso».

C’è qualcosa che ha letto su di lei che l’ha ferita?
«I soliti gossip: ho letto delle cose che mi hanno fatto stare parecchio male inizialmente ma, alla fine, me le sono fatte scivolare perché nella vita occorre andare avanti e smettere di farsi condizionare dagli altri. Non posso fermare la mia vita per persone che non sanno cosa vivo tutti i giorni: è giusto che scrivano quello che pensano attraverso quello che vedono, ma io non ho l’obbligo di leggerle e di prenderle per vere».


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