Economia

Metalmeccanica, allarme Fim-Cisl: “Crisi in aumento, 115mila lavoratori a rischio”

ROMA – “I dati del nostro report sulle crisi aziendali del settore metalmeccanico rilevano una situazione in peggioramento per molte filiere del settore: auto, siderurgia ed elettrodomestico in testa”. Parola di Ferdinando Uliano, segretario generale Fim-Cisl, presentando i dati sulla situazione dell’industria metalmeccanica. “Il costo dell’energia e la carenza di risorse finanziarie per gli investimenti sono le cause principali delle crisi. Le aziende del nostro Paese, anche per la loro dimensione, soffrono più degli altri partner europei della carenza di credito. Dei 606 miliardi di credito del 2025 concessi dalle banche alle imprese, la maggior parte sono stati accordati alle grandi aziende con rating molto alti. Nel 2025 c’è stato un calo dei volumi dei prestiti del -3,8%, che si rispecchia anche nel nostro report con oltre 19mila lavoratori coinvolti in crisi finanziarie”.

Le aziende del settore metalmeccanico in crisi in Italia a fine 2025 sono 993 con 115.397 lavoratori coinvolti, in aumento di 11.946 unità rispetto allo scorso anno. “E’ come se – solo per dare un’idea – l’intera popolazione di Pescara o Siracusa fosse coinvolta in questa emergenza”, dice Uliano.

Il costo dell’energia e delle materie prime sono le voci che più impattano sulle crisi aziendali. A queste si sommano i dazi, la crisi geopolitica e la gestione della transizione ambientale ed energetica da parte dell’Europa. “Il nostro Paese – ha proseguito Uliano – ha bisogno di politiche industriali e interventi che rimettano la ‘questione industriale’ al centro delle risposte e delle politiche economiche. Al Mimit sono ferme da anni oltre 50 vertenze sindacali, le più importanti a partire da quelle note della siderurgia, dell’auto e dell’elettrodomestico. L’Europa può e deve fare la sua parte. Il 5 febbraio scorso abbiamo manifestato a Bruxelles con gli altri sindacati dell’industria, abbiamo messo in guardia la politica europea sul rischio di deindustrializzazione del continente che rischia di diventare realtà”.

Confermate le sofferenze delle aziende di prodotti per l’infanzia, e di chi produce infissi e materiali per l’edilizia, bici e componentistica, a cui si aggiungono le sofferenze dei comparti moto e motocicli. Una situazione in coerenza con i dati Istat che vedono, nel settore metalmeccanico e in quello siderurgico, un aumento delle ore di Cassa integrazione per il secondo semestre 2025, rispettivamente del +17% e +20%, con 261,70 milioni di ore di Cig autorizzate.


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