Scienza e tecnologia

Meta elimina controllo attività esterna: cosa cambia

Meta ha annunciato un cambiamento importante nel modo in cui usa i dati che le aziende condividono su di noi. Fino ad oggi, le informazioni sulle nostre attività su altri siti (acquisti, giochi, navigazione) servivano principalmente a rendere le pubblicità più mirate. Da ora in poi, Meta userà quegli stessi dati anche per personalizzare il Feed di Facebook e Instagram e le risposte dell’AI integrata nelle app.

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In parallelo, Meta sta eliminando uno dei due controlli che permettevano di gestire queste informazioni. Niente dati nuovi raccolti, quindi, ma un uso decisamente più esteso di quelli che già arrivano a Menlo Park, nel quartier generale dell’azienda, ogni giorno.

La funzione che sparisce si chiama “La tua attività al di fuori delle tecnologie Meta” e permetteva di disconnettere dal proprio account le attività tracciate da siti e app terze. In sostanza, era l’unico modo per dire a Meta: “so che ricevi questi dati, ma non associarli a me”.

Quella possibilità non esisterà più.

Al suo posto, Meta potenzia l’impostazione “Attività da altre aziende” (ex “Informazioni sull’attività dai partner pubblicitari”), che ora copre sia i contenuti pubblicitari sia quelli non pubblicitari. La differenza è sostanziale: prima potevamo scollegare i dati dal nostro profilo, ora possiamo solo scegliere se usarli per la personalizzazione o meno, ma i dati restano comunque associati al nostro account.

Il rollout parte il mese prossimo negli USA e in altri paesi, con ulteriori mercati in arrivo successivamente. Non è ancora chiaro quando toccherà all’Europa, dove le regole del GDPR potrebbero complicare le cose, come già successo in passato con iniziative simili di Meta.

L’esempio fatto da Meta stessa è illuminante: se avete comprato una tenda online, potreste vedere più Reel sul campeggio. Comodo, certo, ma il punto è che questo tipo di profilazione trasversale tra piattaforme si espande ora a tutta l’esperienza d’uso, non solo agli annunci.

Considerando che Meta è già sotto osservazione per pratiche simili, come raccontavamo nell’articolo su Meta e il riconoscimento facciale, la direzione è quella di un ecosistema sempre più chiuso e profilato.


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