Mestre, ruba vestiti al centro commerciale: scoperto, finisce a pugni
Un tentativo di furto all’interno di un noto esercizio commerciale di Mestre si è trasformato in un episodio di violenza e si è concluso con l’arresto di un uomo da parte dei Carabinieri. I fatti risalgono alla serata del 13 dicembre, quando i militari della Stazione di Marghera (Venezia), impegnati in un servizio di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei reati, sono intervenuti alle Porte di Mestre, lungo il Terraglio, a seguito di una segnalazione giunta al numero di emergenza 112.
L’allarme è scattato all’interno del negozio di abbigliamento Aumai, dove il personale aveva notato un comportamento sospetto da parte di un cliente. Secondo quanto ricostruito, un 32enne straniero, che risulta essere senza fissa dimora, è stato visto uscire dal punto vendita spingendo due carrelli colmi di capi di abbigliamento, senza essersi fermato alle casse per pagare la merce. Il valore complessivo degli articoli sottratti è stato successivamente quantificato in circa 665 euro.
Accortisi immediatamente del furto, il direttore del negozio e un dipendente hanno deciso di intervenire, rincorrendo l’uomo all’esterno dell’esercizio commerciale nel tentativo di fermarlo e recuperare la refurtiva. La situazione, però, è rapidamente degenerata. Il 32enne, nel tentativo di assicurarsi la fuga, ha reagito in maniera violenta, colpendo i due dipendenti con calci e pugni. Un’azione che ha fatto scattare la contestazione del più grave reato di rapina impropria, che si configura quando alla sottrazione della merce segue l’uso della violenza per garantirsi l’impunità o la fuga.
Nel frattempo, il personale del negozio ha contattato le forze dell’ordine. I Carabinieri della Stazione di Marghera, che si trovavano già in zona per un servizio di prevenzione, sono intervenuti tempestivamente e sono riusciti a individuare e bloccare il presunto responsabile poco dopo i fatti. L’uomo è stato sottoposto a perquisizione personale e trovato ancora in possesso della merce appena sottratta dal negozio.
Tutti i capi di abbigliamento recuperati sono stati riconsegnati al legittimo titolare dell’attività commerciale, ponendo così fine all’episodio dal punto di vista patrimoniale. Per il 32enne, invece, si sono aperte le porte della caserma: al termine delle formalità di rito, è stato dichiarato in stato di arresto con l’accusa di rapina impropria e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.
Nella mattinata del 15 dicembre si è svolto il giudizio per direttissima. Al termine dell’udienza, il giudice ha condannato l’uomo a due anni di reclusione, disponendo la sospensione della pena. È stata inoltre applicata una misura cautelare che prevede l’allontanamento dal territorio del Comune di Venezia. La condanna è di primo grado e, come previsto dalla legge, resta appellabile: in assenza di ricorso, diventerà definitiva nei prossimi mesi.
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